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L‘Isola d’Elba è la più grande dell’arcipelago toscano e non tutti sanno che è la terza isola più grande d’Italia. Ricca di natura, storia e di un bellissimo mare è una delle mete più ambite non solo della Toscana, ma di tutta l’Italia. L’Elba è la meta perfetta per le vacanze, perchè oltre alle numerose spiaggie incontaminate presenta anche un territorio montuoso ed accidentato adatto ad escurioni e tracking per vivere la natura. Nella zona occidentale dell’isola sono presenti due serie di colline che terminano nella Cima del Monte alta 1516 m.
Le spiagge ivece si sviluppano per circa 120 km separate da zone rocciose e picchi. Come dicevamo l’Elba è ricca di storia e si narra addirittura che qui approdarono su indicazione di Giasone la spedizione degli Argonauti. I primi resti ritrovati nell’isola risalgono addirittura all’età della pietra, ma è solo nel periodo del bronzo che la civiltà fiorì in questi posti grazie all’enorme ricchezza di minerali che attirò i greci all’inizio del VI sec. a.c. In seguito a popolare e a vivere sull’isola furono gli etruschi che lasciarono numerose colonie come indicato anche dai molti scavi archeologici.
I romani conquistarono l’Isola d’Elba nel 453 a.c e la sfruttarono soprattutto per l’estrazione di ferro. Se siete interessati a questa parte di storia potrete fare una salto ai Musei Archeologici di Portoferraio e Marciana dove sono contenuti anche molti resti rilasciati dal mare.

Il Chianti classico è conosciuto in tutto il mondo per essere uno dei vini di maggior pregio. Ma perché il chianti sia classico non basta la provenienza bisogna che ci siano determinati parametri da rispettare: l’uva utilizzata deve essere il San Giovese, vitigno tipico di quella zona all’80 % e il 20% altri vitigni a bacca rossa, Canaiolo, Colorino o internazionali quali il Cabernet, Sauvignon, Merlot.

La gradazione minima deve essere di 12 gradi per il giovane e 12,5 per il riserva. Il chianti classico deve avere un colore rosso rubino, profumato e fruttato ideale in tavola per accompagnare le carni rosse alla griglia.
La toscana è detentrice di grandi vini oltre il chianti: la vernaccia di San Gimignano,vino bianco di colore giallo paglierino pregiato,può avere spettro aromatico o fruttato, sapore asciutto con fondo amarognolo, può accompagnare dai primi piatti più sofisticati a quelli più tradizionali, può essere servito anche come aperitivo, è stato il primo vino italiano che ha ottenuto il riconoscimento di vino DOC.

Un altro vino toscano che allieta il nostro palato è il Brunello di Montalcino, vino rosso prodotto a Montalcino in provincia di Siena, rosso, con profumo intenso di sottobosco, un vino ottimo con la selvaggina e i formaggi, ottenuto dall’uva San Giovese grosso, dopo la fermentazione in acciaio, sta quattro anni in botti di rovere.
Finiamo la nostra breve rassegna di vini con un vino chiamato nobile perché veniva servito nelle casi dei nobili, il Montepulciano.
Requisito importante è l’utilizzo del vitigno prugnolo gentile, può essere accompagnato a selvaggina e carni rosse oltre che a formaggi stagionati e locali, di sapore armonico asciutto e leggermente tannico.

Cominciamo dunque il nostro tour partendo da Firenze sud, e percorriamo la chiantigiana , una delle poche strade che metteva in comunicazione Firenze e Siena. La prima località che troviamo e’ Greve che nel 1972 aggiunse la denominazione in Chianti con l’ingresso nella sottozona” classico “del Chianti. Famosa per la sua piazza” mercatale” alla quale è strettamente legata la sua storia,merita una visita approfondita soprattutto nelle frazioni vicine dove troviamo i castelli di Verazzano e Montefioralle.
Procediamo, risalendo la collina e ci troviamo a Panzano, una cittadina etrusca, nota per le sue splendide colline, dalla storia un po’ tormentata. Nel periodo della costituzione delle leghe il suo castello rientrò nella lega della “val Greve”giocando ruoli importanti.
Continuando per il nostro tragitto ci troviamo a Castellina in Chianti, piccolo borgo posto sopra una collina. Nel 400 fu trasformata in fortezza, oggi lo testimoniano i resti della Rocca. Particolari e da vedere, il castello, ora sede del comune e la via delle Volte, camminamento di origine militare.
Non poteva mancare una piccola tappa a Radda in Chianti che poggia su una collina di circa 500 metri, di struttura tipicamente medioevale. Molto bello il palazzo pretorio, costruito quando Radda divenne capoluogo della lega del Chianti.
Concludiamo con Gaiole posta in una piccola conca, famosa per il castello di Brolio. Gaiole in Chianti è situato tra le colline del Chianti, ed è’ una terra ricca di sapori e storia.
Meritano una menzione, facendo parte anch’esse della regione del Chianti:
- Castelnuovo Berardenga il cui nome deriva dalla Contea Berardenga ed è diviso tra la sottozona colli Senesi e la Classico, anche questa è una meta da non perdere, ricordiamo la famosa villa Bianchi Bandinelli scenario e meta di notevoli artisti da Sthendhal a Guttuso, oltre che set di famosi film.
- Poggibonsi, località nota non solo per le sue bellezze artistiche, ma come centro industriale della val d’Elsa.
- Barberino Val d’Elsa merita anch’esso una piccola tappa, come Tavernelle e San Casciano in val Pesa tre località di grande bellezza e storia.


La regione del Chianti la definiscono una delle più belle della toscana, particolarmente verdeggiante e ubertosa si estende dalla parte sud di Firenze fino a nord di Siena mentre ad est vi sono come confine i monti del Chianti e ad ovest le valli dei fiumi Pesa ed Elsa.
Dal XIII secolo abbiamo conoscenza del termine Chianti, il nome pare derivi dall’etrusco clante che significa acqua, con riferimento alla zona con numerosi corsi d’acqua, ma l’opzione più probabile è che derivi dal latino clangor il cui significato è strepito e grido, termine che si riallaccia agli acuti rumori delle cacci che vi si svolgevano.
Sui confini del Chianti si tramanda una leggenda dove Siena e Firenze si contendevano il predominio della zona, fu così che per risolvere la questione dei limiti dell’area, fu ideata la gara di velocità fra due cavalieri: uno doveva partire da Firenze e l’altro da Siena, il luogo d’incontro di entrambi doveva segnare il confine di entrambe le città.
Era una gara di velocità perciò il primo che si svegliava al canto del gallo avrebbe avuto vantaggio sull’altro. I fiorentini per vincere la gara ed aggiudicarsi la maggior parte del territorio fecero digiunare il loro gallo, che stremato dalla fame cantò prima, svegliando ante tempo il cavaliere.
Questi partì prima , incontrando’ l’avversario in territorio di Castellina e lì fu stabilito il confine,detto più avanti Croce fiorentina,vicino a Siena.
Nel 1384 la Repubblica fiorentina fondò la “lega del Chianti” una delle tante leghe che furono istituite per organizzare il territorio soggetto.
Le leghe erano antiche unità amministrative che dipendevano da Firenze e le garantivano difesa in caso di pericolo.
Il simbolo della lega del Chianti era un gallo nero sul fondo oro,oggi noto a tutto il mondo.


Si terrà il 2 giugno a Pisa la regata delle Antiche Repubbliche Marinare, fu proprio in questa città che nel 1952 si disputò la prima gara e adesso come allora Pisa, Amalfi, Genova e Venezia si fronteggeranno in una gara a colpi di remi, su delle bellissime imbarcazioni d’epoca lungo il corso del fiume Arno. A precedere la gara ci sarà un lungo corteo storico dove sfileranno in abiti medievali antiche figure legate alle città come il podestà, i consoli e il capitano del popolo, scortati da soldati, marinai trobettieri e abilissimi sbandieratori. Uno spettacolo da non perdere che apre una serie di eventi che si terranno sempre a Pisa e che fanno parte dell’orma nota manifestazione detta “Giugno Pisano“.
Firenze è il capoluogo della regione Toscana; decisamente popoloso conta circa 400 mila abitanti. Questa città viene universalmente riconosciuta come città dell’Arte, per il suo prezioso ed ineguagliabile patrimonio artistico che annovera monumenti di diversi stili, ricchi musei come la galleria degli Uffizi e il Palazzo Pitti, e ville magnifiche in buona parte appartenenti alla storica famiglia dei Medici. Firenze ha avuto il pregio di essere Capitale d’Italia dopo l’unificazione dell’Italia, e sotto l’influenza dei suoi governatori, cioè i Medici, è divenuta un fiorente centro economico e culturale nel panorama dell’ Europa Medievale. E’ considerata poi luogo di origine del Rinascimento, in quanto culla di quel rinnovamento culturale e scientifico che contraddistinse la fine del trecento a Firenze, per poi esplodere nel 1500 in tutta Europa. La Galleria degli Uffizi è segno di questa atmosfera rinascimentale; e rappresenta una delle più rinomate pinacoteche d’Italia, con una stupefacente collezione d’arte rinascimentale. Palazzo Pitti, invece, è stata la reggia di Firenze, dalla seconda metà del Cinquecento fino ai tempi dei Savoia, periodo in cui Firenze fu capitale d’Italia (1865). Questo Palazzo, nel tempo, è stato allargato e impreziosito fino a diventare un complesso monumentale di notevole prestigio; comprende ben otto musei, che si possono visitare con due biglietti cumulativi: la Galleria d’arte moderna e il Museo degli Argenti, la Galleria Palatina con gli appartamenti monumentali, il Giardino di Boboli con il Museo delle Porcellane e il Museo delle Carrozze, e la Galleria del costume. Nessuno di questi è da perdere. Firenze si colloca in una sorta di anfiteatro virtuale: un pezzo di terra a conca circondato dalle incantevoli colline argillose di Cercina, Fiesole, Settignano, e Arcetri. La piana dove sorge la città è attraversata dall’ Arno. Il fiume Arno che attraversa la città, ha suscitato sempre sentimenti controversi nella popolazione locale: gratitudine per i vantaggi dovuti agli scambi commerciali e le ricchezze apportate, e preoccupazione latente per l’ innalzamento dell’acqua in occasione delle alluvioni, che spesso hanno portato disagi. Tra i ponti che lo attraversano, di sicuro il Ponte Vecchio è quello più caratteristico, con le esclusive botteghe di gioiellieri nelle casette eleganti costruite sopra. Irresistibili i gioielli in esposizione nelle vetrine, che strappano gli sguardi delle donne e vincono ogni resistenza.
Il cuore di Firenze è Piazza della Signoria, che si può raggiungere facilmente a piedi da Ponte Vecchio. Questa piazza rappresenta la sede del potere civile e il fulcro della vita sociale, assieme al palazzo Vecchio della Signoria. Poco distante si trova il centro religioso di un tempo, ovvero la cattedrale di Santa Maria del Fiore, con una magnifica cupola ideata così grande in dimensioni, che si racconta coprisse in passato tutta la Toscana con la sua ombra. Questa chiesa è la quarta più grande di Europa. E’ lunga 153 metri, mentre il basamento della cupola, è largo 90 metri. In occasione della Pasqua proprio in Santa Maria del Fiore, c’è una gran festa per l’annunciazione del Cristo risorto con il consueto scoppio del Carro nello spazio tra battistero e cattedrale. Segue una gran esplosione di girandole colorate e mortaretti. Ci sono due scuole di pensiero per assistere a questo rito, e godersi al meglio la cerimonia: seguire fuori dalla cattedrale per vedere da vicino i giochi acrobatici degli sbandieratori in costume e guardare lo scoppio finale, o restare in Cattedrale per seguire interamente il volo della colomba, cioè un finto razzo con le forme di una colomba, che corre su un cavo lungo tutta la navata fino a colpire il carro, che si trova fuori, appunto, nello spiazzo tra la Cattedrale e il Battistero. Di sicuro partecipare alla S. Messa con lo scoppio della colomba , è l’apice dello sviluppo di una liturgia già solenne, in una prospettiva architettonica maestosa quale è quella in Santa Maria del Fiore.
Lucca è una delle principali città d’arte della Toscana. E’ nata come insediamento ligure, tanto che il toponimo Lucca deriva dalla radice celto-ligure luk, ovvero “luogo di paludi”. Soprannominata “città delle 100 chiese”, per le numerosissime chiese presenti nel suo nucleo storico: Chiesa di San Frediano, Chiesa di San Michele in Foro, Chiesa di San Pietro Somaldi, Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, e tante altre chiese consacrate e non; vanta altresì una ricchezza storico monumentale senza eguali: torri, campanili, e palazzi rinascimentali. Si contraddistingue per una cinta muraria intatta, lunga quasi 5 mila metri.
Una cerchia muraria percorribile anche a piedi, già da metà dell’ ‘800. Oggi meta preferita di molti: appassionati della corsa, coppie innamorate, e di chiunque in cerca di tranquillità. Un percorso colmo di alberi che fanno compagnia ad ogni passo. Un percorso fresco d’estate , e splendido quando assolato nelle giornate fredde di inverno. Appena stanchi si può fare sosta in uno degli splendidi bar ubicati sulla cinta, come la caffetteria San Colombano, per una cioccolata calda con dolcini artigianali, o per un assaggio di formaggi e caldi crostini toscani, innaffiati da un rosso intenso San Giovese; tutto in un’ ambientazione in pietra che lascia intravedere dalle proprie finestrelle un paesaggio collinare meraviglioso. Per i visitatori più esigenti, desiderosi di percorrere l’intero perimetro della cerchia muraria è possibile affittare biciclette anche solo per un’ora al prezzo di due euro. Dalle mura si può arrivare a Piazza Napoleone che si trova nel centro storico della città; meglio nota con il nome di Piazza Grande, per le sue notevoli dimensioni.
È il ritrovo preferito della gioventù lucchese, che si ritrova qui nel fine settimana o nei giorni di festa. Peraltro questa piazza diventa sede a luglio di una rinomata chermesse: il Summerfestival; un grandissimo evento musicale che ospita cantanti di fama internazionale. Di inverno invece, ospita una pista sul ghiaccio spettacolare, dove ci si può sbizzarrire in voli pindarici o in capitomboli trionfali. Attraversando la piazza ci si ritrova poco più avanti il fulcro storico della città, ovvero la Chiesa di San Michele in Foro. Questa chiesa utilizza lo spazio del Foro, a differenza del duomo di San Martino, cioè la cattedrale di Lucca che fu fondata secondo la tradizione da San Frediano nel VI secolo, ai limiti della città romana. Il “foro” indica una parola latina che stava ad indicare piazza, cioè il luogo centrale di ogni città romana, dove ruotava l’intera vita pubblica e dove erano ubicati i più noti edifici di culto. Lucca ha una fondazione molto antica che risale ben oltre l’era cristiana; di sicuro è stata una colonia romana, lo si nota se si è attenti passeggiando per le vie cittadine, imboccando la stretta via medievale Fillungo e proseguendo fino a via S.Girolamo, non si fa che percorrere l’antico tracciato del “cardo”, come i romani chiamavano la via che tagliava da nord a sud i centri abitati. Ma via Fillungo è anche la strada che ospita i più bei negozi di Lucca. Gioielli e scarpe sono gli oggetti in vendita più esclusivi, che val la pena perlomeno indossare un istante.
Da concedersi una pausa al bar Puccini, per un caffè di ottima tostatura e un pezzo di buccellato, il dolce tipico lucchese. Tutto accompagnato da suggestive note al pianoforte, suonate in questo splendido ed antico locale. La città conserva un’ atmosfera nobile: ogni palazzo, ogni pietra , ogni porta, ricorda un pezzo di storia, e mette quasi soggezione al visitatore, per la bellezza così imponente che mostra. La città vanta spazi urbani esclusivi ed unici nel proprio genere architettonico come Piazza dell’Anfiteatro, sorto sulle rovine dell’antico anfiteatro romano, ad opera dell’architetto Nottolini. Questa zona è piena di negozietti dove poter acquistare deliziosi souvenir. Alla sera per ristorarsi, una locanda rustica ed accogliente, come “il doganiere Rousseau” in Via Vittorio Emanuele, strutturata come un appartamento sfizioso, che vi farà sentire come a casa con pietanze profumate.
Siena è uno splendido comune toscano che conta circa sessanta mila abitanti. Il suo variegato e prezioso patrimonio artistico le ha garantito riconoscimenti pregevoli da parte dell’Unesco. Infatti viene considerata patrimonio dell’umanità. Nobile cittadina irrorata di bellezza eterna, detiene il primato come unità stilistica del suo arredo urbano medievale. La stessa Piazza del Campo ha un’integrità architettonica senza eguali. Ha una forma a conchiglia molto particolare, che racchiude in maniera concentrica un mondo umano dentro la città: coppie di innamorati accovacciate teneramente sugli scalini del palazzo comunale, studenti crucciati sui libri, turisti immobili presi ad immortalare la piazza con un solo flash, bambini con gelati grandissimi. Alle origini di Siena, lo spazio che sarebbe diventato la piazza attuale era un terreno bonificato per permettere che le acque piovane defluissero. Il centro della vecchia Siena che si stava costituendo si trovava più in alto, nella zona di Castelvecchio, e il futuro “Campo” era uno spazio aperto pensato per i mercati, collocato lateralmente alle principali strade di comunicazione che attraversavano la città. Su questa Piazza si affaccia il maestoso Palazzo Comunale , detto anche Palazzo Pubblico che venne costruito agli inizi del Trecento, come sede del Governo dei Nove, per volontà del governo della Repubblica di Siena. Si può ammirare da subito la Torre del Mangia, cioè il campanile del palazzo, il cui nome deriva dal soprannome di “manguaguadagni” attribuito al primo custode della struttura, Giovanni di Balduccio, che adorava mangiare e spendeva tutti i soldi in cibo e vino. La Torre del Mangia è una delle torri antiche italiane più alte, che arriva a più di cento metri.
La piazza del Campo è rinomata in tutto il mondo anche perché fa da cornice due volte l’anno, in luglio e nel mese di agosto, al palio delle Contrade, ovvero una concitata corsa di cavalli in cui gareggiano diciassette agguerrite contrade senesi. Lo svolgersi più o meno fortunato del palio dipende da quanto è valida la coppia cavallo- fantino che gareggia. Il pubblico partecipe all’evento tanto atteso, condivide ogni emozione dei figuranti, e segue impaziente il verdetto che conclamerà il vincitore. Ma conclusa la manifestazione, tappa obbligata per l’ospite di turno di questa città, sarà il ristorante Spadaforte al numero civico 13 di Piazza del Campo, che regalerà intensi profumi con le proprie portate intrise di tartufo e porcini, e sapori squisiti con le carni chianine. Cibi succulenti accontenteranno gli appetiti più esigenti.
Per concludere degnamente la visita, seppur breve, di questa incantevole terra, occorre fare una sosta nella Cattedrale di Santa Maria Assunta cioè il Duomo di Siena. Questa cattedrale in stile romanico-gotico è una delle chiese italiane più belle. Il pulpito del Duomo di Siena è di particolare attrazione; realizzato per mano di Nicola Pisano in un periodo compreso tra il 1266 e il 1269, presenta una pianta ottagonale e una struttura architettonica dotata di vari rilievi e statuine a tutto tondo che sostituiscono le colonne in cima. A fianco della cattedrale si trova il Museo dell’Opera Metropolitana del Duomo di Siena. La galleria raccoglie opere provenienti dal Duomo; quelle di maggiore bellezza appartengono alla produzione artistica di Duccio di Buoninsegna. Suo capolavoro è senza dubbio la Maestà, che un tempo faceva da ornamento all’altare maggiore della cattedrale. Si tratta di una pala raffigurante la Maestà, che sostituiva un’icona della Vergine a cui i senesi erano legatissimi, perché grati della vittoria nella Battaglia di Montaperti tenutasi nel 1260. Questa pala costituiva un omaggio alla Madonna, loro protettrice a cui venne dedicata l’intera magnifica cattedrale. Ci fu una lunga processione in città, a cui parteciparono le massime autorità civili e religiose, quando si decise di porre in essere nel Duomo la pala. E’ talmente bella questa Maestà ancora oggi, che guardandola invita al silenzio grato e commosso, e sembra di partecipare silenziosamente a quella processione storica senza tempo e spazio.
Livorno è una città della Toscana che conta più di 160 mila abitanti. Situata lungo la costa del Mar Tirreno, è rinomata sul territorio nazionale per il proprio porto, noto come scalo commerciale e turistico. Storicamente, il commercio, legato allo sviluppo portuale e alla presenza di mercanti d’origine straniera, ha sempre contraddistinto questa città: sia per le ricchezze apportate, ma anche per aver influenzato l’approccio comunicativo del cittadino livornese, divenuto sempre più aperto e disponibile ai nuovi contatti. Chi vuol apprezzare più a fondo Livorno non può non passeggiare per il caratteristico Lungomare che si snoda per diversi chilometri: dalla zona portuale all’abitato di Antignano, fino a finire nel tratto costiero del Romito. E’ d’obbligo la sosta sulla romantica Terrazza Mascagni: sia da soli che in compagnia suggerirà intensi pensieri. Si tratta di un meraviglioso piazzale di circa 9 mila metriquadri, delimitato verso il mare da una sinuosa balaustra formata da innumerevoli colonnine di cemento. La sensazione delle onde ribelli farà capire la natura irrequieta dei cittadini di mare, sempre aperti a nuovi orizzonti e in cerca di qualcosa d’altro, di più grande.
Non a caso, Livorno ha dato i natali a personaggi prestigiosi e talentuosi di ogni arte e virtù: dalla politica, come Ciampi X presidente della Repubblica d’Italia, alla pittura, come Modigliani e Fattori, e alla musica, come il grande compositore Mascagni. Si può proseguire la visita per Livorno avvicinandosi, poco dopo l’elegante terrazza, a due importanti strutture espositive: il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, presso Villa Henderson, e il Museo Civico Giovanni Fattori di Villa Mimbelli ; la prima struttura oltre che espositiva può definirsi come un centro di ricerca illustre, che realizza progetti di salvaguardia e conservazione del patrimonio naturale. Ospita peraltro un orto botanico meraviglioso che si contraddistingue per l’ineguagliabile flora del Mediterraneo. La seconda struttura fa da cornice ad una raccolta esclusiva di opere dei Macchiaioli. La Macchia è un movimento artistico nato a Firenze nell’Ottocento; gli artisti di questa corrente si prefiggevano di ritrarre la realtà, esprimendo le proprie impressioni attraverso macchie di colori chiari e scuri. Dopo questa visita d’arte che darà grandi soddisfazioni, occasione da non perdere a Livorno è sicuramente il giro dei canali medicei a bordo del battello. Questo giro sull’acqua permetterà di scorgere fortezze (come fortezza Nuova , fortezza Vecchia, fortezza San Pietro), palazzi (come quello delle Colonne di Marmo), e chiese di una bellezza incredibile come la Chiesa di Santa Caterina. La zona più suggestiva della città è senz’altro il quartiere Venezia situato nella parte storica di Livorno. Il nome deriva dalla somiglianza alla città veneta, essendo stata ideata nel Seicento come un’isola attraversata da ponti e canali. Nel Settecento divenne poi questo quartiere, residenza di ricchi mercanti stranieri. Attualmente, per questa configurazione particolare, molti negozietti e locali sono stati collocati in questo quartiere, e rendono peraltro, molto vivace, la manifestazione “effetto venezia” che avviene nel mese di agosto.

Ma in questa suggestiva località di mare, sia d’estate che d’inverno non si potrà fare a meno di assaggiare il piatto tipico: una variegata zuppa di pesce chiamata “Cacciucco”; il miglior cacciucco lo si può mangiare presso una calda e rumorosa trattoria dal nome “Sottomarino”, nei pressi della Stazione in via Terrazini 48. E per digerire l’inevitabile abbuffata, e magari riscaldarsi in una fredda serata d’inverno, stringendosi ad una allegra compagnia di amici, una bevuta di ponce al Bar Civili situato poco più avanti, sarà l’ideale. Si tratta di una bevanda alcolica fatta con caffè rigorosamente ristretto, rum, limone e zucchero. Vien servito ben caldo, in un bicchierino scuro dal vetro spesso, col fare tipicamente livornese spassoso e divertente. Si può continuare la serata al teatro la Goldonetta in Via Goldoni 83, che offre un ricco carnet di iniziative: jazz, danza, prosa e poesia, teatro e appuntamenti cinematografici. Gli spettacoli hanno inizio dalle 21.30 in poi, e c’è la possibilità di personalizzare un proprio eventuale abbonamento scegliendo fra i vari generi e proposte. Dunque una città viva Livorno, colma di cose da visitare, e ricca di allegri talenti e bellezze da scoprire, che ci farà tornare a casa nostra, con un prezioso bottino, da non perdere mai nella vita: l’allegria.
Arezzo è una splendida città toscana che conta ad oggi circa cento mila abitanti. Patrono di questo comune è San Donato, a cui è dedicato il Duomo in stile gotico. In passato Arezzo è stata terra di cavalieri coraggiosi, ma sembra tuttora ospitarli in una cornice medievale rimasta quasi intatta, se non fosse per le splendide gioiellerie e per i negozi di abbigliamento moderni che la contraddistinguono.
Da non perdere, se si visita questa città nel mese di Giugno e Settembre, il suggestivo rito della giostra del Saracino. Questa giostra consiste in un antico gioco cavalleresco, che ha origini nell’addestramento consueto dei cavalieri durante l’anno Mille. Gioco che richiama la secolare lotta sostenuta dai cristiani occidentali per contenere l’avanzata dei musulmani. Il rito ha inizio al mattino con la lettura del bando da parte dell’ Araldo, e prosegue al pomeriggio con una pittoresca sfilata di trecento figuranti e cavalli in mezzo alle vie della città. Momento culminante della manifestazione è la benedizione da parte del Vescovo di Arezzo sulle maestose scalinate del Duomo. Gran silenzio in Piazza Grande precede la battaglia, prima che il Maestro di campo emetta parole d’ordine; in attesa che egli pronunci le parole di inizio, tutta la piazza è gremita di bambini, palloncini, e turisti incuriositi. Tutto l’orgoglio di Arezzo è racchiuso nello sguardo degli Aretini raccolti intorno alla piazza in vesti di spettatori stupiti. L’ingresso in piazza è introdotto da suoni di tromba: subentrano i gonfaloni della città e le personalità illustri della Giostra (Magistratura, Rettori di Quartieri, Giuria). Gran ventaglio di colori si agita in piazza: sbandieratori coordinati in colori e movimenti, scandiscono i pochi momenti che mancano all’ inizio della battaglia. Gran tripudio, ed ecco entrare in scena cavalieri di casata, che rappresentano l’antica nobiltà aretina. Dopo la lettura da parte dell’ Araldo della Disfida di Buratto, ovvero l’usuale composizione musicale in tre ottave risalente al 1600, segue l’ Inno del Saracino, opera del compositore Pietri. Ha finalmente inizio la vera gara fra i giostratori delle quattro porte : Porta Crucifera, Porta del Foro, Porta S.Andrea e Porta Santo Spirito (in passato Porta del Borgo). I giostratori galoppano all’ impazzata e tentano di colpire con lancia tesa il saracino, nonché un automa corazzato che rappresenta un saraceno armato di mazzafrusto. La coppia vincente ha in premio una lucente lancia d’oro. Seguono colpi di mortaio in onore del Quartiere vincitore. Dopo un simile spettacolo, l’atmosfera è intrisa di storia e forti emozioni. Ma l’appetito prende il sopravvento sulle fantasie, e ad attendere gli ospiti affamati della città c’è sempre il sapiente cuoco Virgilio della Trattoria Saraceno, che allieterà gli esigenti palati con sapori tipici del posto: cacciagione, zuppe, gnocchi casentini e vino chianti colli aretini. Dalla trattoria situata in centro storico in Via Mazzini, occorreranno pochi passi per raggiungere le meravigliose bellezze della città come la chiesa di S. Francesco del 1200. All’interno di questa Chiesa, si trovano alcune opere di notevole importanza, come la cappella Guasconi, e soprattutto la Leggenda della Croce, cioè un decantato ciclo di affreschi su tre registri eseguito da Piero della Francesca tra il 1453 e il 1466, dove egli si ispirò alla”Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine, una delle realizzazioni di maggiore spicco dell’intero rinascimento italiano. Attraversando via Cavour si incontra la chiesa di Badia, eretta dai Benedettini Cassinesi nel 1200 e ampliata verso la seconda metà del’500 da Giorgio Vasari.
Corso Italia è la via principale della città, ed è lo storico Borgo Maestro di Arezzo. Antichi palazzi storici, e lussuosi negozi la costeggiano. Lungo di essa si incontrano la chiesa di S.Michele, numerosi noti palazzi come quelli Bacci, Altucci, Camaiani, Albergotti e la torre della Bigazza. Prima di terminare questa passeggiata e non rimpiangere troppo i tempi del Medioevo, un ottimo caffè riporterà al reale con tutta la controversa bellezza del moderno e del comfort. Al bar O’ clock in Corso Italia, si potranno leggere riviste, consultare internet, ed assaporare gustosi dolcetti tipici, e fantasticare ancora un po’ sui cavalieri che sembrano ancora animare questa fiabesca cittadina medievale.













