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Firenze

In Featured Articles, Firenze il 01 12th, 2009 | No Comments
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Firenze

Firenze è il capoluogo della regione Toscana; decisamente popoloso conta circa 400 mila abitanti. Questa città viene universalmente riconosciuta come città dell’Arte, per il suo prezioso ed ineguagliabile patrimonio artistico che annovera monumenti di diversi stili, ricchi musei come la galleria degli Uffizi e il Palazzo Pitti, e ville magnifiche in buona parte appartenenti alla storica famiglia dei Medici. Firenze ha avuto il pregio di essere Capitale d’Italia dopo l’unificazione dell’Italia, e sotto l’influenza dei suoi governatori, cioè i Medici, è divenuta un fiorente centro economico e culturale nel panorama dell’ Europa Medievale. E’ considerata poi luogo di origine del Rinascimento, in quanto culla di quel rinnovamento culturale e scientifico che contraddistinse la fine del trecento a Firenze, per poi esplodere nel 1500 in tutta Europa. La Galleria degli Uffizi è segno di questa atmosfera rinascimentale; e rappresenta una delle più rinomate pinacoteche d’Italia, con una stupefacente collezione d’arte rinascimentale. Palazzo Pitti, invece, è stata la reggia di Firenze, dalla seconda metà del Cinquecento fino ai tempi dei Savoia, periodo in cui Firenze fu capitale d’Italia (1865). Questo Palazzo, nel tempo, è stato allargato e impreziosito fino a diventare un complesso monumentale di notevole prestigio; comprende ben otto musei, che si possono visitare con due biglietti cumulativi: la Galleria d’arte moderna e il Museo degli Argenti, la Galleria Palatina con gli appartamenti monumentali, il Giardino di Boboli con il Museo delle Porcellane e il Museo delle Carrozze, e la Galleria del costume. Nessuno di questi è da perdere. Firenze si colloca in una sorta di anfiteatro virtuale: un pezzo di terra a conca circondato dalle incantevoli colline argillose di Cercina, Fiesole, Settignano, e Arcetri. La piana dove sorge la città è attraversata dall’ Arno. Il fiume Arno che attraversa la città, ha suscitato sempre sentimenti controversi nella popolazione locale: gratitudine per i vantaggi dovuti agli scambi commerciali e le ricchezze apportate, e preoccupazione latente per l’ innalzamento dell’acqua in occasione delle alluvioni, che spesso hanno portato disagi. Tra i ponti che lo attraversano, di sicuro il Ponte Vecchio è quello più caratteristico, con le esclusive botteghe di gioiellieri nelle casette eleganti costruite sopra. Irresistibili i gioielli in esposizione nelle vetrine, che strappano gli sguardi delle donne e vincono ogni resistenza.

Ponte Vecchio

Il cuore di Firenze è Piazza della Signoria, che si può raggiungere facilmente a piedi da Ponte Vecchio. Questa piazza rappresenta la sede del potere civile e il fulcro della vita sociale, assieme al palazzo Vecchio della Signoria. Poco distante si trova il centro religioso di un tempo, ovvero la cattedrale di Santa Maria del Fiore, con una magnifica cupola ideata così grande in dimensioni, che si racconta coprisse in passato tutta la Toscana con la sua ombra. Questa chiesa è la quarta più grande di Europa. E’ lunga 153 metri, mentre il basamento della cupola, è largo 90 metri. In occasione della Pasqua proprio in Santa Maria del Fiore, c’è una gran festa per l’annunciazione del Cristo risorto con il consueto scoppio del Carro nello spazio tra battistero e cattedrale. Segue una gran esplosione di girandole colorate e mortaretti. Ci sono due scuole di pensiero per assistere a questo rito, e godersi al meglio la cerimonia: seguire fuori dalla cattedrale per vedere da vicino i giochi acrobatici degli sbandieratori in costume e guardare lo scoppio finale, o restare in Cattedrale per seguire interamente il volo della colomba, cioè un finto razzo con le forme di una colomba, che corre su un cavo lungo tutta la navata fino a colpire il carro, che si trova fuori, appunto, nello spiazzo tra la Cattedrale e il Battistero. Di sicuro partecipare alla S. Messa con lo scoppio della colomba , è l’apice dello sviluppo di una liturgia già solenne, in una prospettiva architettonica maestosa quale è quella in Santa Maria del Fiore.

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Lucca

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Lucca è una delle principali città d’arte della Toscana. E’ nata come insediamento ligure, tanto che il toponimo Lucca deriva dalla radice celto-ligure luk, ovvero “luogo di paludi”. Soprannominata “città delle 100 chiese”, per le numerosissime chiese presenti nel suo nucleo storico: Chiesa di San Frediano, Chiesa di San Michele in Foro, Chiesa di San Pietro Somaldi, Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, e tante altre chiese consacrate e non; vanta altresì una ricchezza storico monumentale senza eguali: torri, campanili, e palazzi rinascimentali. Si contraddistingue per una cinta muraria intatta, lunga quasi 5 mila metri.

Cinta muraria

Una cerchia muraria percorribile anche a piedi, già da metà dell’ ‘800. Oggi meta preferita di molti: appassionati della corsa, coppie innamorate, e di chiunque in cerca di tranquillità. Un percorso colmo di alberi che fanno compagnia ad ogni passo. Un percorso fresco d’estate , e splendido quando assolato nelle giornate fredde di inverno. Appena stanchi si può fare sosta in uno degli splendidi bar ubicati sulla cinta, come la caffetteria San Colombano, per una cioccolata calda con dolcini artigianali, o per un assaggio di formaggi e caldi crostini toscani, innaffiati da un rosso intenso San Giovese; tutto in un’ ambientazione in pietra che lascia intravedere dalle proprie finestrelle un paesaggio collinare meraviglioso. Per i visitatori più esigenti, desiderosi di percorrere l’intero perimetro della cerchia muraria è possibile affittare biciclette anche solo per un’ora al prezzo di due euro. Dalle mura si può arrivare a Piazza Napoleone che si trova nel centro storico della città; meglio nota con il nome di Piazza Grande, per le sue notevoli dimensioni.

È il ritrovo preferito della gioventù lucchese, che si ritrova qui nel fine settimana o nei giorni di festa. Peraltro questa piazza diventa sede a luglio di una rinomata chermesse: il Summerfestival; un grandissimo evento musicale che ospita cantanti di fama internazionale. Di inverno invece, ospita una pista sul ghiaccio spettacolare, dove ci si può sbizzarrire in voli pindarici o in capitomboli trionfali. Attraversando la piazza ci si ritrova poco più avanti il fulcro storico della città, ovvero la Chiesa di San Michele in Foro. Questa chiesa utilizza lo spazio del Foro, a differenza del duomo di San Martino, cioè la cattedrale di Lucca che fu fondata secondo la tradizione da San Frediano nel VI secolo, ai limiti della città romana. Il “foro” indica una parola latina che stava ad indicare piazza, cioè il luogo centrale di ogni città romana, dove ruotava l’intera vita pubblica e dove erano ubicati i più noti edifici di culto. Lucca ha una fondazione molto antica che risale ben oltre l’era cristiana; di sicuro è stata una colonia romana, lo si nota se si è attenti passeggiando per le vie cittadine, imboccando la stretta via medievale Fillungo e proseguendo fino a via S.Girolamo, non si fa che percorrere l’antico tracciato del “cardo”, come i romani chiamavano la via che tagliava da nord a sud i centri abitati. Ma via Fillungo è anche la strada che ospita i più bei negozi di Lucca. Gioielli e scarpe sono gli oggetti in vendita più esclusivi, che val la pena perlomeno indossare un istante.

Da concedersi una pausa al bar Puccini, per un caffè di ottima tostatura e un pezzo di buccellato, il dolce tipico lucchese. Tutto accompagnato da suggestive note al pianoforte, suonate in questo splendido ed antico locale. La città conserva un’ atmosfera nobile: ogni palazzo, ogni pietra , ogni porta, ricorda un pezzo di storia, e mette quasi soggezione al visitatore, per la bellezza così imponente che mostra. La città vanta spazi urbani esclusivi ed unici nel proprio genere architettonico come Piazza dell’Anfiteatro, sorto sulle rovine dell’antico anfiteatro romano, ad opera dell’architetto Nottolini. Questa zona è piena di negozietti dove poter acquistare deliziosi souvenir. Alla sera per ristorarsi, una locanda rustica ed accogliente, come “il doganiere Rousseau” in Via Vittorio Emanuele, strutturata come un appartamento sfizioso, che vi farà sentire come a casa con pietanze profumate.

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Siena

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Siena è uno splendido comune toscano che conta circa sessanta mila abitanti. Il suo variegato e prezioso patrimonio artistico le ha garantito riconoscimenti pregevoli da parte dell’Unesco. Infatti viene considerata patrimonio dell’umanità. Nobile cittadina irrorata di bellezza eterna, detiene il primato come unità stilistica del suo arredo urbano medievale. La stessa Piazza del Campo ha un’integrità architettonica senza eguali. Ha una forma a conchiglia molto particolare, che racchiude in maniera concentrica un mondo umano dentro la città: coppie di innamorati accovacciate teneramente sugli scalini del palazzo comunale, studenti crucciati sui libri, turisti immobili presi ad immortalare la piazza con un solo flash, bambini con gelati grandissimi. Alle origini di Siena, lo spazio che sarebbe diventato la piazza attuale era un terreno bonificato per permettere che le acque piovane defluissero. Il centro della vecchia Siena che si stava costituendo si trovava più in alto, nella zona di Castelvecchio, e il futuro “Campo” era uno spazio aperto pensato per i mercati, collocato lateralmente alle principali strade di comunicazione che attraversavano la città. Su questa Piazza si affaccia il maestoso Palazzo Comunale , detto anche Palazzo Pubblico che venne costruito agli inizi del Trecento, come sede del Governo dei Nove, per volontà del governo della Repubblica di Siena. Si può ammirare da subito la Torre del Mangia, cioè il campanile del palazzo, il cui nome deriva dal soprannome di “manguaguadagni” attribuito al primo custode della struttura, Giovanni di Balduccio, che adorava mangiare e spendeva tutti i soldi in cibo e vino. La Torre del Mangia è una delle torri antiche italiane più alte, che arriva a più di cento metri.

Torre del Mangia

La piazza del Campo è rinomata in tutto il mondo anche perché fa da cornice due volte l’anno, in luglio e nel mese di agosto, al palio delle Contrade, ovvero una concitata corsa di cavalli in cui gareggiano diciassette agguerrite contrade senesi. Lo svolgersi più o meno fortunato del palio dipende da quanto è valida la coppia cavallo- fantino che gareggia. Il pubblico partecipe all’evento tanto atteso, condivide ogni emozione dei figuranti, e segue impaziente il verdetto che conclamerà il vincitore. Ma conclusa la manifestazione, tappa obbligata per l’ospite di turno di questa città, sarà il ristorante Spadaforte al numero civico 13 di Piazza del Campo, che regalerà intensi profumi con le proprie portate intrise di tartufo e porcini, e sapori squisiti con le carni chianine. Cibi succulenti accontenteranno gli appetiti più esigenti.

Piazza del Campo

Per concludere degnamente la visita, seppur breve, di questa incantevole terra, occorre fare una sosta nella Cattedrale di Santa Maria Assunta cioè il Duomo di Siena. Questa cattedrale in stile romanico-gotico è una delle chiese italiane più belle. Il pulpito del Duomo di Siena è di particolare attrazione; realizzato per mano di Nicola Pisano in un periodo compreso tra il 1266 e il 1269, presenta una pianta ottagonale e una struttura architettonica dotata di vari rilievi e statuine a tutto tondo che sostituiscono le colonne in cima. A fianco della cattedrale si trova il Museo dell’Opera Metropolitana del Duomo di Siena. La galleria raccoglie opere provenienti dal Duomo; quelle di maggiore bellezza appartengono alla produzione artistica di Duccio di Buoninsegna. Suo capolavoro è senza dubbio la Maestà, che un tempo faceva da ornamento all’altare maggiore della cattedrale. Si tratta di una pala raffigurante la Maestà, che sostituiva un’icona della Vergine a cui i senesi erano legatissimi, perché grati della vittoria nella Battaglia di Montaperti tenutasi nel 1260. Questa pala costituiva un omaggio alla Madonna, loro protettrice a cui venne dedicata l’intera magnifica cattedrale. Ci fu una lunga processione in città, a cui parteciparono le massime autorità civili e religiose, quando si decise di porre in essere nel Duomo la pala. E’ talmente bella questa Maestà ancora oggi, che guardandola invita al silenzio grato e commosso, e sembra di partecipare silenziosamente a quella processione storica senza tempo e spazio.

Piazza del Campo

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Livorno

In Livorno il 01 12th, 2009 | 1 Comment
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Livorno è una città della Toscana che conta più di 160 mila abitanti. Situata lungo la costa del Mar Tirreno, è rinomata sul territorio nazionale per il proprio porto, noto come scalo commerciale e turistico. Storicamente, il commercio, legato allo sviluppo portuale e alla presenza di mercanti d’origine straniera, ha sempre contraddistinto questa città: sia per le ricchezze apportate, ma anche per aver influenzato l’approccio comunicativo del cittadino livornese, divenuto sempre più aperto e disponibile ai nuovi contatti. Chi vuol apprezzare più a fondo Livorno non può non passeggiare per il caratteristico Lungomare che si snoda per diversi chilometri: dalla zona portuale all’abitato di Antignano, fino a finire nel tratto costiero del Romito. E’ d’obbligo la sosta sulla romantica Terrazza Mascagni: sia da soli che in compagnia suggerirà intensi pensieri. Si tratta di un meraviglioso piazzale di circa 9 mila metriquadri, delimitato verso il mare da una sinuosa balaustra formata da innumerevoli colonnine di cemento. La sensazione delle onde ribelli farà capire la natura irrequieta dei cittadini di mare, sempre aperti a nuovi orizzonti e in cerca di qualcosa d’altro, di più grande.

Terrazza Mascagni

Non a caso, Livorno ha dato i natali a personaggi prestigiosi e talentuosi di ogni arte e virtù: dalla politica, come Ciampi X presidente della Repubblica d’Italia, alla pittura, come Modigliani e Fattori, e alla musica, come il grande compositore Mascagni. Si può proseguire la visita per Livorno avvicinandosi, poco dopo l’elegante terrazza, a due importanti strutture espositive: il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, presso Villa Henderson, e il Museo Civico Giovanni Fattori di Villa Mimbelli ; la prima struttura oltre che espositiva può definirsi come un centro di ricerca illustre, che realizza progetti di salvaguardia e conservazione del patrimonio naturale. Ospita peraltro un orto botanico meraviglioso che si contraddistingue per l’ineguagliabile flora del Mediterraneo. La seconda struttura fa da cornice ad una raccolta esclusiva di opere dei Macchiaioli. La Macchia è un movimento artistico nato a Firenze nell’Ottocento; gli artisti di questa corrente si prefiggevano di ritrarre la realtà, esprimendo le proprie impressioni attraverso macchie di colori chiari e scuri. Dopo questa visita d’arte che darà grandi soddisfazioni, occasione da non perdere a Livorno è sicuramente il giro dei canali medicei a bordo del battello. Questo giro sull’acqua permetterà di scorgere fortezze (come fortezza Nuova , fortezza Vecchia, fortezza San Pietro), palazzi (come quello delle Colonne di Marmo), e chiese di una bellezza incredibile come la Chiesa di Santa Caterina. La zona più suggestiva della città è senz’altro il quartiere Venezia situato nella parte storica di Livorno. Il nome deriva dalla somiglianza alla città veneta, essendo stata ideata nel Seicento come un’isola attraversata da ponti e canali. Nel Settecento divenne poi questo quartiere, residenza di ricchi mercanti stranieri. Attualmente, per questa configurazione particolare, molti negozietti e locali sono stati collocati in questo quartiere, e rendono peraltro, molto vivace, la manifestazione “effetto venezia” che avviene nel mese di agosto.
Fossi

Ma in questa suggestiva località di mare, sia d’estate che d’inverno non si potrà fare a meno di assaggiare il piatto tipico: una variegata zuppa di pesce chiamata “Cacciucco”; il miglior cacciucco lo si può mangiare presso una calda e rumorosa trattoria dal nome “Sottomarino”, nei pressi della Stazione in via Terrazini 48. E per digerire l’inevitabile abbuffata, e magari riscaldarsi in una fredda serata d’inverno, stringendosi ad una allegra compagnia di amici, una bevuta di ponce al Bar Civili situato poco più avanti, sarà l’ideale. Si tratta di una bevanda alcolica fatta con caffè rigorosamente ristretto, rum, limone e zucchero. Vien servito ben caldo, in un bicchierino scuro dal vetro spesso, col fare tipicamente livornese spassoso e divertente. Si può continuare la serata al teatro la Goldonetta in Via Goldoni 83, che offre un ricco carnet di iniziative: jazz, danza, prosa e poesia, teatro e appuntamenti cinematografici. Gli spettacoli hanno inizio dalle 21.30 in poi, e c’è la possibilità di personalizzare un proprio eventuale abbonamento scegliendo fra i vari generi e proposte. Dunque una città viva Livorno, colma di cose da visitare, e ricca di allegri talenti e bellezze da scoprire, che ci farà tornare a casa nostra, con un prezioso bottino, da non perdere mai nella vita: l’allegria.

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Arezzo

In Arezzo il 01 12th, 2009 | 2 Comments
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Arezzo è una splendida città toscana che conta ad oggi circa cento mila abitanti. Patrono di questo comune è San Donato, a cui è dedicato il Duomo in stile gotico. In passato Arezzo è stata terra di cavalieri coraggiosi, ma sembra tuttora ospitarli in una cornice medievale rimasta quasi intatta, se non fosse per le splendide gioiellerie e per i negozi di abbigliamento moderni che la contraddistinguono.

Da non perdere, se si visita questa città nel mese di Giugno e Settembre, il suggestivo rito della giostra del Saracino. Questa giostra consiste in un antico gioco cavalleresco, che ha origini nell’addestramento consueto dei cavalieri durante l’anno Mille. Gioco che richiama la secolare lotta sostenuta dai cristiani occidentali per contenere l’avanzata dei musulmani. Il rito ha inizio al mattino con la lettura del bando da parte dell’ Araldo, e prosegue al pomeriggio con una pittoresca sfilata di trecento figuranti e cavalli in mezzo alle vie della città. Momento culminante della manifestazione è la benedizione da parte del Vescovo di Arezzo sulle maestose scalinate del Duomo. Gran silenzio in Piazza Grande precede la battaglia, prima che il Maestro di campo emetta parole d’ordine; in attesa che egli pronunci le parole di inizio, tutta la piazza è gremita di bambini, palloncini, e turisti incuriositi. Tutto l’orgoglio di Arezzo è racchiuso nello sguardo degli Aretini raccolti intorno alla piazza in vesti di spettatori stupiti. L’ingresso in piazza è introdotto da suoni di tromba: subentrano i gonfaloni della città e le personalità illustri della Giostra (Magistratura, Rettori di Quartieri, Giuria). Gran ventaglio di colori si agita in piazza: sbandieratori coordinati in colori e movimenti, scandiscono i pochi momenti che mancano all’ inizio della battaglia. Gran tripudio, ed ecco entrare in scena cavalieri di casata, che rappresentano l’antica nobiltà aretina. Dopo la lettura da parte dell’ Araldo della Disfida di Buratto, ovvero l’usuale composizione musicale in tre ottave risalente al 1600, segue l’ Inno del Saracino, opera del compositore Pietri. Ha finalmente inizio la vera gara fra i giostratori delle quattro porte : Porta Crucifera, Porta del Foro, Porta S.Andrea e Porta Santo Spirito (in passato Porta del Borgo). I giostratori galoppano all’ impazzata e tentano di colpire con lancia tesa il saracino, nonché un automa corazzato che rappresenta un saraceno armato di mazzafrusto. La coppia vincente ha in premio una lucente lancia d’oro. Seguono colpi di mortaio in onore del Quartiere vincitore. Dopo un simile spettacolo, l’atmosfera è intrisa di storia e forti emozioni. Ma l’appetito prende il sopravvento sulle fantasie, e ad attendere gli ospiti affamati della città c’è sempre il sapiente cuoco Virgilio della Trattoria Saraceno, che allieterà gli esigenti palati con sapori tipici del posto: cacciagione, zuppe, gnocchi casentini e vino chianti colli aretini. Dalla trattoria situata in centro storico in Via Mazzini, occorreranno pochi passi per raggiungere le meravigliose bellezze della città come la chiesa di S. Francesco del 1200. All’interno di questa Chiesa, si trovano alcune opere di notevole importanza, come la cappella Guasconi, e soprattutto la Leggenda della Croce, cioè un decantato ciclo di affreschi su tre registri eseguito da Piero della Francesca tra il 1453 e il 1466, dove egli si ispirò alla”Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine, una delle realizzazioni di maggiore spicco dell’intero rinascimento italiano. Attraversando via Cavour si incontra la chiesa di Badia, eretta dai Benedettini Cassinesi nel 1200 e ampliata verso la seconda metà del’500 da Giorgio Vasari.

Corso Italia è la via principale della città, ed è lo storico Borgo Maestro di Arezzo. Antichi palazzi storici, e lussuosi negozi la costeggiano. Lungo di essa si incontrano la chiesa di S.Michele, numerosi noti palazzi come quelli Bacci, Altucci, Camaiani, Albergotti e la torre della Bigazza. Prima di terminare questa passeggiata e non rimpiangere troppo i tempi del Medioevo, un ottimo caffè riporterà al reale con tutta la controversa bellezza del moderno e del comfort. Al bar O’ clock in Corso Italia, si potranno leggere riviste, consultare internet, ed assaporare gustosi dolcetti tipici, e fantasticare ancora un po’ sui cavalieri che sembrano ancora animare questa fiabesca cittadina medievale.

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Monteriggioni

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Procedendo in direzione Siena sulla superstrada Firenze-Siena a pochi chilometri da questa si scorge sulla destra, sopra un piccolo colle un grazioso paesino medievale, Monteriggioni. Monteriggioni conserva ancora intatta tutta la sua storia, la cinta muraria e le torri per la difesa della città sono ancora integre e ben conservate e l’assenza di case a ridosso delle mura liberano la bellezza di questo posto facendo fare un salto a ritroso nel tempo a chiunque si fermi a contemplarla. Questa città-fortezza venne edificata dalla repubblica di Siena intorno al 1213 e serviva come sbarramento conto i continui attacchi dei fiorentini, nel corso dei secoli fu al centro di numerose dispute e sanguinose battaglie.

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Per sei giorni nel corso di mese di luglio, si volge a Monteriggioni una straordinaria festa medioevale, il paese viene presidiato da guardie vestite con uniformi del ‘200 e il paese si apre ai mercanti. Sembra che in quei giorni si torni in dietro nel tempo a metà del 1200 quando Monteriggioni era non solo un castello con una guarnigione, era anche un borgo dove si svolgeva la vita di tutti i giorni.

Fuori dalle mura si accampano i soldati nemici, all’interno si trovano cantastorie, giullari, musicisti con straordinari strumenti fedelmente ricostruiti. Non mancano luoghi di ristorazione con piatti tipici medioevali. Tutto è ricostruito fedelmente, persino la moneta è quella dell’epoca, prima di entrare in paese bisogna infatti cambiare gli euro con gli scudi di monteriggioni.

Insomma un’esperienza al limite del fiabesco assolutamente da tenere in considerazione se si intende passare da queste parti. All’interno del paese vi sono anche bellissimi alberghi sempre in stile antico per trascorrere una nottata romantica e indimenticabile.

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San Galgano, tra storia e leggenda

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Il complesso monumentale di San Galgano sorge circa 30 km ad Ovest di Siena, al confine con la provincia di Grosseto, fra Monticiano e Chiusino. Da qui passano due strade, la “Massetana” che collega Siena con il mare, attraversando Massa Marittima la “Strada Maremmana” che unisce il centro della Toscana con Grosseto. La vita di Galgano è circondata dal mistero, si confonde con la leggenda, ed è essa stessa leggenda. Non esistono documenti contemporanei e tutto quello che si sa di lui deriva da biografie successive. Tutto è presunto, anche la sua esistenza e le sue reliquie, mentre ne è certo il culto e gli edifici sacri a lui dedicati: la Rotonda che custodisce la spada infissa nella roccia e l’abbazia i cui resti grandiosi testimoniano l’importanza e la diffusione del suo culto. San Galgano nacque probabilmente nel 1148 a Chiusdino, ora in provincia di Siena, da Guidotto e Dionigia, in una famiglia della piccola nobiltà locale, e morì il 3 dicembre 1181, giorno della celebrazione liturgica (alcuni autori indicano come data della morte il 30 novembre 1180). La leggenda racconta di lui come di un guerriero violento e lussurioso, ma durante il suo cammino ebbe due visioni di San Michele Arcangelo che lo convertirono rapidamente in uomo spirituale e di Chiesa trasformandosi in un Cavaliere di Dio. Durante la conversione infila la sua spada in una roccia come segno della fine di ciò che era stato. Diventato eremita costruisce poi un romitorio e conduce una vita di meditazione e preghiera fino al giorno in cui la voce di Dio, in una luce immensa, gli annuncia la sua morte. Galgano muore appoggiato alla sua spada: finisce la sua vita terrena, ma continua la sua leggenda. Quattro anni dopo la sua morte, papa Lucio III lo proclama santo, dopo che una apposita commissione, diretta dal cardinale Conrad di Wittelsbach, ha condotto la relativa inchiesta.

Vicino alla Cappella con la spada nella roccia si trova ciò che resta dell’Abbazia di San Galgano, iniziata a costruire intorno al 1212 e in pieno stile gotico è oramai semi distrutta, ma proprio questo però le da un fascino del tutto particolare. L’intero complesso sorge in mezzo al verde nella tipica campagna toscana e si presta bene anche a gite di un giorno con pranzo al sacco.

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La Versilia, mare e divertimento

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La zona della Versilia, da sempre rinomata meta di turismo, si trova nella parte nord-occidentale della Toscana ed è compresa nella provincia di Lucca. Della Versilia fanno parte i comuni di: Pietrasanta, detta “la piccola Atene della Versilia” a causa delle numerose ricchezze artistiche e culturali che presenta; Forte dei Marmi, una delle più esclusive località marittime italiane, Seravezza e Stazzema, località caratterizzate dalla contemporanea vicinanza di mare e montagna; Camaiore, la più antica cittadina della Versilia; Massarosa e Viareggio, città famosa non solo per il mare ma anche per il suo Carnevale.

Spiaggia della Versilia

Questa terra che con il suo bellissimo litorale e le sue grandi ed ariose pinete rappresenta uno dei luoghi più belli di tutta la regione, si estende per circa 165 kmq, si affaccia sul mar Tirreno ed è delimitata a nord dalla foce del Cinquale, a sud dal lago di Massaciuccoli e a est dalla catena delle Alpi Apuane. Chiunque visiti la Versilia non rimarrà colpito solo dalla bellezza della sua riviera, ma anche dal suo entroterra, molto caratteristico grazie ai suoi borghi medievali e che spazia dagli ultimi lembi di Lunigiana fino alla città di Carrara, dove si possono ammirare le sue impressionanti cave di marmo.
La Versilia, non solo terra di mare e montagne, ha ospitato e tuttora ospita manifestazioni artistiche di grande fama ed offre un interessante panorama architettonico: le Pievi di Seravezza e Stazzema, “il Fortino” di Forte dei Marmi, le facciate in stile liberty di Viareggio; inoltre sempre in Versilia è possibile visitare la casa del grande poeta italiano Giosuè Carducci .
Per gli amanti della cucina toscana, la zona della Versilia presenta prodotti tipici quali il lardo di Colonnato, la mortadella di Cardoso, il prosciutto in bigoncio, ed anche vini come il Vermentino nero o il Candia bianco doc dei colli Apuani.

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Pisa, Centro Storico.

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Mappa di Pisa

Pisa è un comune della Toscana che conta circa 100 mila abitanti. E’ una prestigiosa città universitaria , che è sede di ben tre istituzioni: Università di Pisa, Scuola Superiore S. Anna, Scuola Normale Superiore. E’ dotata di uno dei più rinomati centri nazionali di ricerca del territorio nazionale italiano. Ciò la rende una cittadina di grande fermento intellettuale, e di viva iniziativa culturale. Ospita il più grande aeroporto della regione: “Galileo Galilei”. Passeggiando per la città si ha una perenne sensazione di freschezza, dovuta alle centinaia di ragazzi universitari che la percorrono in bici , in lungo e largo.

Università La Sapienza

E’ attraversata dal fiume Arno, che la divide in due parti, congiunte da una serie di ponti. Quello di Mezzo è situato nel cuore della città, e collega piazza Garibaldi nella parte di Tramontana, a Piazza XX Settembre, a Mezzogiorno, dove è situato il municipio e le Logge di Banchi. Il tramonto che è possibile vedere sui Lungarni è uno spettacolo di un’ intensità indescrivibile: le ombre dei grandi palazzi antichi si dileguano nelle acque torbide dell’Arno.

Ponte di Mezzo

C’è un continuo via vai dei passanti sulle spallette che costeggiano l’Arno, da mattina a sera, per dar da mangiare ai gabbiani, per gustarsi un gelato, per leggere in solitudine un buon libro, o per chiacchierare in compagnia rubando al sole un po’ di raggi nelle ore calde della giornata. Il gelato che non si può perdere a Pisa è quello al gusto di pinolo: è di una bontà speciale. Da provare in piazza Garibaldi, alla Bottega del gelato, o a piazza della Berlina da Coppelia. Una città che si può visitare a piedi, la si scopre camminando in ogni angolo dove nasconde bellezze della storia passata. Borgo Stretto è il corso principale: una zona pedonale ricca di negozi dove si può fare shopping, al coperto di portici medievali; in questa strada è situata una chiesa romanico-gotica, che val la pena visitare: San Michele in Borgo. Se dopo tanto camminare un appetito sfrenato vi piglia troverete locande suggestive ad accogliervi, e sopratttutto pietanze di eccezionale prelibatezza a sfamarvi: non si può perdere la pizza napoletana doc, o il cinghiale in umido, preparati nella cucina dell’Antivo Vicoletto dei Tinti. E tantomeno è possibile perdersi, una suggestiva ambientazione di un ristorante ubicato in una grotta; da qui il nome del locale “la grotta” situato in via s.Francesco. Qui potrete assaporare tagliatelle al cinghiale, petto d’anatra, o tagliata di carne originale, con immancabile Chianti. Dopo aver apprezzato le specialità toscane, potrete raggiungere a piedi Piazza dei Miracoli, nome con cui è nota Piazza del Duomo.

Piazza Dei Miracoli

Non senza aver attraversato Piazza dei Cavalieri dove sorge il Palazzo della Carovana disegnato da Giorgio Vasari; dove si erge la chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano, e il palazzo dell’Orologio.

Chiesa dei Cavalieri di S.Stefano

Piazza dei Cavalieri

Percorsa tutta via Santa Maria, si presenteranno alla vostra vista alcuni capolavori dell’architettura romanica europea: la cattedrale, il battistero, la torre pendente, e il campo santo.

Torre Pendente

Questi monumenti sono detti appunto miracoli perché con la loro bellezza costituiscono il centro della vita religiosa cittadina. Di giorno è possibile salire sulla torre pendente al prezzo di 30 euro, e vedere dall’alto l’intera città. Inoltre di fronte alla piazza è possibile visitare il museo delle sinopie. Da non perdere un giro all’orto botanico, che è il più antico al mondo sorto nel 1544 per iniziativa di Ghini medico di Imola, sotto l’appoggio finanziario di Cosimo I de’ Medici. Un caffè e dolcino al “Caffè della panna” in via dei Mille per salutare senza amarezza questa splendida città.

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San Gimignano

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San Gimignano, in origine Silvia , ma in seguito ribattezzata dai cittadini col nome del santo vescovo modenese San Gimignano che pare apparì sulle mura, fermando le orde barbariche.
Le torri furono costruite dalle ricche famiglie come baluardo di potenza e ricchezza. Nel periodo medioevale, erano in origine 72 ma ne sono rimaste solo 14.
La citta’ ha mantenuto la sua struttura trecentesca ed è perciò un piccolo gioiello della toscana.

torri

Certo il turista non può che rimanere affascinato dallo splendore tutto medioevale del suo centro. con le sue due piazze principali in cui si affacciano con imponenza nobili palazzi, torri e chiese.
Percorrendo la via San Giovanni arriviamo dritti al Duomo un’opera meravigliosa in stile romanico; al suo interno, vi sono numerosi affreschi della scuola senese e opere della scuola fiorentina. Continuando nel nostro percorso ci troviamo di fronte il palazzo Podestà ora sede del Comune, importante monumento di San Gimignano, a sinistra invece si erge possente la Torre Rognosa eretta nel 1300.
Proseguendo arriviamo fino alla piazza più piccola, la Piazza delle Erbe, dove ammiriamo le bellissime torri Salvucci, appartenenti un tempo ad una delle famiglie più potenti di San Gimignano, alla fine la torre Grossa alta 54 metri, l’unica accessibile al pubblico dalla quale si può ammirare una meravigliosa vista del borgo.
Contigua e antico centro commerciale ecco la piazza della Cisterna, il suo nome lo si deve al robusto pozzale all’interno, che un tempo raccoglieva l’acqua piovana.
Qui troviamo i palazzi Tortoli-Treccani, il palazzo Cortesi con la famosa torre del Diavolo e le torri gemelle degli Ardinghelli.
Innumerevoli i musei da vedere: da quello Civico a quello Diocesano, così come le Chiese da visitare: oltre il Duomo citiamo la bellissima Chiesa di Sant’Agostino e l’attigua cappella di San Bartolo.

Ma San Gimignano è importante anche per il suo famoso vino e per lo zafferano. La vernaccia, citata anche da Dante nel XIV canto del Purgatorio, è un vino bianco pregiato e conosciuto in tutto il mondo, pare sia stato il primo vino a ricevere il marchio di denominazione di origine controllata . Chi non ha provato lo zafferano di San Gimignano? Un prodotto DOP, ai tempi utilizzato sia come prodotto di scambio che come equivalente in denaro.
Lo zafferano di San Gimignano e’ tutto naturale e di altissima qualità ed è conosciutissimo in tutto il mondo.

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