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San Gimignano, in origine Silvia , ma in seguito ribattezzata dai cittadini col nome del santo vescovo modenese San Gimignano che pare apparì sulle mura, fermando le orde barbariche.
Le torri furono costruite dalle ricche famiglie come baluardo di potenza e ricchezza. Nel periodo medioevale, erano in origine 72 ma ne sono rimaste solo 14.
La citta’ ha mantenuto la sua struttura trecentesca ed è perciò un piccolo gioiello della toscana.
Certo il turista non può che rimanere affascinato dallo splendore tutto medioevale del suo centro. con le sue due piazze principali in cui si affacciano con imponenza nobili palazzi, torri e chiese.
Percorrendo la via San Giovanni arriviamo dritti al Duomo un’opera meravigliosa in stile romanico; al suo interno, vi sono numerosi affreschi della scuola senese e opere della scuola fiorentina. Continuando nel nostro percorso ci troviamo di fronte il palazzo Podestà ora sede del Comune, importante monumento di San Gimignano, a sinistra invece si erge possente la Torre Rognosa eretta nel 1300.
Proseguendo arriviamo fino alla piazza più piccola, la Piazza delle Erbe, dove ammiriamo le bellissime torri Salvucci, appartenenti un tempo ad una delle famiglie più potenti di San Gimignano, alla fine la torre Grossa alta 54 metri, l’unica accessibile al pubblico dalla quale si può ammirare una meravigliosa vista del borgo.
Contigua e antico centro commerciale ecco la piazza della Cisterna, il suo nome lo si deve al robusto pozzale all’interno, che un tempo raccoglieva l’acqua piovana.
Qui troviamo i palazzi Tortoli-Treccani, il palazzo Cortesi con la famosa torre del Diavolo e le torri gemelle degli Ardinghelli.
Innumerevoli i musei da vedere: da quello Civico a quello Diocesano, così come le Chiese da visitare: oltre il Duomo citiamo la bellissima Chiesa di Sant’Agostino e l’attigua cappella di San Bartolo.
Ma San Gimignano è importante anche per il suo famoso vino e per lo zafferano. La vernaccia, citata anche da Dante nel XIV canto del Purgatorio, è un vino bianco pregiato e conosciuto in tutto il mondo, pare sia stato il primo vino a ricevere il marchio di denominazione di origine controllata . Chi non ha provato lo zafferano di San Gimignano? Un prodotto DOP, ai tempi utilizzato sia come prodotto di scambio che come equivalente in denaro.
Lo zafferano di San Gimignano e’ tutto naturale e di altissima qualità ed è conosciutissimo in tutto il mondo.
Parecchi artisti hanno subito il suo fascino, citandola nelle loro opere da D’Annunzio a Visconti. Ai tempi velathri, dall’etrusco vel che significa altura,poi adattato al latino volaterra e. Nota per la lavorazione dell’alabastro si erge su un colle di 550 metri sovrastando la val Cecina, posizione che certamente la favorì nei secoli, fece parte delle dodecadopoli etrusche, riacquistò la sua autonomia in epoca medioevale, dopo essere stata sottomessa dai romani. Ma, da turisti attenti addentriamoci e scopriamone le bellezze..
Ci troviamo di fronte a una città medioevale il cui punto di forza è rappresentato dalla Piazza dei Priori, di bellezza manifesta, la cingono due palazzi: il palazzo Pretorio del XIII secolo e la sua Torre del Porcellino, animale ritratto sopra ‘ultima finestra che pare pero’ raffiguri un cinghiale e il palazzo dei Priori,sede del Comune. Dietro il Palazzo dei Priori ecco che ci troviamo la piazza San Giovanni e quindi il Duomo e di fronte il Battistero, due opere da non perdere. Ora usciamo per un attimo dalla città per rientrarvi dalla Porta D’Arco, emblema di architettura etrusca. Ritorniamo al centro attraversando la via della Porta D’Arco che si unisce alla fine con la via Matteotti,ecco ,siamo arrivati così alla bellissima piazza San Michele, soffermiamoci ora a guardare l’omonima Chiesa e la casa Torre -Toscano,dimore dei nobili in età comunale.
Proseguiamo la nostra avventura attraversando la via Guarnacci e fuori dalla Porta Fiorentina, troviamo il Teatro Romano, un’altra tappa importante nel nostro giro turistico.
Numerose opere e musei da non perdere: il museo Etrusco Guarnacci dove ci sono alcuni dei piu’ belli oggetti etruschi,la Pinacoteca ed il Museo Civico nel palazzo Minacci-Solaini, il Museo Diocesano di arte sacra,accanto al campanile del Duomo, l’Ecomuseo dell’alabastro,in via Sarti accanto alla pinacoteca…
Per finire, non ci siamo dimenticati delle Balze, che si trovano fra la val di Cecina e la val dell’Era e sono una grandissima voragine provocata dall’azione erosiva delle acque meteoriche, abbastanza inquietanti, ma vale la pena vederle…pare addirittura che siano state le muse ispiratrici di Dante per alcuni gironi dell’inferno nella Divina Commedia.
A Pisa sul Lungarno Gambacorti sorge una piccola ma bellissima Chiesa edificata nel 1230 con nome Santa Maria Della Spina. Questo straordinario esempio di gotico pisano è meta dei tanti turisti che ogni giorno visitano Pisa non limitandosi solo al classico giro in Piazza del Duomo per vedere la Torre. Nella rapidità della visita pochi si soffermano un po’ più del solito davanti alla Chiesa della Spina e meno ancora sono quelli che si pongono domande sull’origine del nome di questa bellissima struttura architettonica.
A partire dal 1333 questa Chiesa custodì una straordinaria reliquia: una spina della corona di Cristo. Purtroppo oggi la reliquia non c’è più nella Chiesa devo dire che sono pochi anche gli abitanti di Pisa che sanno dove sia. La reliquia non ha fatto molta strada ed adesso si trova in una piccolissima Chiesa proprio di fronte al Duomo in prossimità dell’ospedale. La Chiesa si chiama Chiesa di S.Chiara. Vicino la reliquia è anche descritta la storia di questa e di come arrivò a Pisa in epoche passate.





