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Il Chianti classico è conosciuto in tutto il mondo per essere uno dei vini di maggior pregio. Ma perché il chianti sia classico non basta la provenienza bisogna che ci siano determinati parametri da rispettare: l’uva utilizzata deve essere il San Giovese, vitigno tipico di quella zona all’80 % e il 20% altri vitigni a bacca rossa, Canaiolo, Colorino o internazionali quali il Cabernet, Sauvignon, Merlot.

La gradazione minima deve essere di 12 gradi per il giovane e 12,5 per il riserva. Il chianti classico deve avere un colore rosso rubino, profumato e fruttato ideale in tavola per accompagnare le carni rosse alla griglia.
La toscana è detentrice di grandi vini oltre il chianti: la vernaccia di San Gimignano,vino bianco di colore giallo paglierino pregiato,può avere spettro aromatico o fruttato, sapore asciutto con fondo amarognolo, può accompagnare dai primi piatti più sofisticati a quelli più tradizionali, può essere servito anche come aperitivo, è stato il primo vino italiano che ha ottenuto il riconoscimento di vino DOC.

Un altro vino toscano che allieta il nostro palato è il Brunello di Montalcino, vino rosso prodotto a Montalcino in provincia di Siena, rosso, con profumo intenso di sottobosco, un vino ottimo con la selvaggina e i formaggi, ottenuto dall’uva San Giovese grosso, dopo la fermentazione in acciaio, sta quattro anni in botti di rovere.
Finiamo la nostra breve rassegna di vini con un vino chiamato nobile perché veniva servito nelle casi dei nobili, il Montepulciano.
Requisito importante è l’utilizzo del vitigno prugnolo gentile, può essere accompagnato a selvaggina e carni rosse oltre che a formaggi stagionati e locali, di sapore armonico asciutto e leggermente tannico.

Cominciamo dunque il nostro tour partendo da Firenze sud, e percorriamo la chiantigiana , una delle poche strade che metteva in comunicazione Firenze e Siena. La prima località che troviamo e’ Greve che nel 1972 aggiunse la denominazione in Chianti con l’ingresso nella sottozona” classico “del Chianti. Famosa per la sua piazza” mercatale” alla quale è strettamente legata la sua storia,merita una visita approfondita soprattutto nelle frazioni vicine dove troviamo i castelli di Verazzano e Montefioralle.
Procediamo, risalendo la collina e ci troviamo a Panzano, una cittadina etrusca, nota per le sue splendide colline, dalla storia un po’ tormentata. Nel periodo della costituzione delle leghe il suo castello rientrò nella lega della “val Greve”giocando ruoli importanti.
Continuando per il nostro tragitto ci troviamo a Castellina in Chianti, piccolo borgo posto sopra una collina. Nel 400 fu trasformata in fortezza, oggi lo testimoniano i resti della Rocca. Particolari e da vedere, il castello, ora sede del comune e la via delle Volte, camminamento di origine militare.
Non poteva mancare una piccola tappa a Radda in Chianti che poggia su una collina di circa 500 metri, di struttura tipicamente medioevale. Molto bello il palazzo pretorio, costruito quando Radda divenne capoluogo della lega del Chianti.
Concludiamo con Gaiole posta in una piccola conca, famosa per il castello di Brolio. Gaiole in Chianti è situato tra le colline del Chianti, ed è’ una terra ricca di sapori e storia.
Meritano una menzione, facendo parte anch’esse della regione del Chianti:
- Castelnuovo Berardenga il cui nome deriva dalla Contea Berardenga ed è diviso tra la sottozona colli Senesi e la Classico, anche questa è una meta da non perdere, ricordiamo la famosa villa Bianchi Bandinelli scenario e meta di notevoli artisti da Sthendhal a Guttuso, oltre che set di famosi film.
- Poggibonsi, località nota non solo per le sue bellezze artistiche, ma come centro industriale della val d’Elsa.
- Barberino Val d’Elsa merita anch’esso una piccola tappa, come Tavernelle e San Casciano in val Pesa tre località di grande bellezza e storia.


La regione del Chianti la definiscono una delle più belle della toscana, particolarmente verdeggiante e ubertosa si estende dalla parte sud di Firenze fino a nord di Siena mentre ad est vi sono come confine i monti del Chianti e ad ovest le valli dei fiumi Pesa ed Elsa.
Dal XIII secolo abbiamo conoscenza del termine Chianti, il nome pare derivi dall’etrusco clante che significa acqua, con riferimento alla zona con numerosi corsi d’acqua, ma l’opzione più probabile è che derivi dal latino clangor il cui significato è strepito e grido, termine che si riallaccia agli acuti rumori delle cacci che vi si svolgevano.
Sui confini del Chianti si tramanda una leggenda dove Siena e Firenze si contendevano il predominio della zona, fu così che per risolvere la questione dei limiti dell’area, fu ideata la gara di velocità fra due cavalieri: uno doveva partire da Firenze e l’altro da Siena, il luogo d’incontro di entrambi doveva segnare il confine di entrambe le città.
Era una gara di velocità perciò il primo che si svegliava al canto del gallo avrebbe avuto vantaggio sull’altro. I fiorentini per vincere la gara ed aggiudicarsi la maggior parte del territorio fecero digiunare il loro gallo, che stremato dalla fame cantò prima, svegliando ante tempo il cavaliere.
Questi partì prima , incontrando’ l’avversario in territorio di Castellina e lì fu stabilito il confine,detto più avanti Croce fiorentina,vicino a Siena.
Nel 1384 la Repubblica fiorentina fondò la “lega del Chianti” una delle tante leghe che furono istituite per organizzare il territorio soggetto.
Le leghe erano antiche unità amministrative che dipendevano da Firenze e le garantivano difesa in caso di pericolo.
Il simbolo della lega del Chianti era un gallo nero sul fondo oro,oggi noto a tutto il mondo.


