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	<title>Vacanze Toscana &#187; Arezzo</title>
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		<title>Arezzo</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 13:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arezzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Arezzo è una splendida città toscana che conta ad oggi circa cento mila abitanti. Patrono di questo comune è San Donato, a cui è dedicato il Duomo in stile gotico. In passato Arezzo è stata terra di cavalieri coraggiosi, ma sembra tuttora ospitarli in una cornice medievale rimasta quasi intatta, se non fosse per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></-> <p><strong>Arezzo</strong> è una splendida <strong>città toscana</strong> che conta ad oggi circa cento mila abitanti. Patrono di questo comune è <strong>San Donato</strong>, a cui è dedicato il <strong>Duomo</strong> in stile gotico.</p>
<p>In passato <strong>Arezzo</strong> è stata terra di cavalieri coraggiosi, ma sembra tuttora ospitarli in una <em>cor<a href='http://092.me'>nice</a> medievale</em> rimasta quasi intatta, se non fosse per le splendide gioiellerie e per i negozi di abbigliamento moderni che la contraddistinguono.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="lightbox[arezzo]" href="http://www.vacanzetoscana.org/images/arezzo_1.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.vacanzetoscana.org/images/arezzo_1.jpg" alt="" width="499" height="374" /></a></p>
<p>Da non perdere, se  si visita questa città nel mese di<strong> Giugno e Settembre</strong>, il suggestivo rito della<strong> giostra del Saracino</strong>. Questa giostra consiste in un antico gioco cavalleresco,  che ha origini<span id="more-80"></span> nell’addestramento consueto dei cavalieri durante l’anno Mille. Gioco che richiama la secolare lotta sostenuta dai cristiani occidentali per contenere l’avanzata dei musulmani.</p>
<p>Il rito ha inizio al mattino con  la lettura del bando da parte dell’ <strong>Araldo</strong>, e prosegue al pomeriggio con una pittoresca sfilata di trecento figuranti e cavalli in mezzo alle vie della città. Momento culminante della manifestazione è la <strong>benedizione da parte del Vescovo di Arezzo </strong>sulle maestose scalinate del <strong>Duomo. </strong></p>
<p>Gran silenzio in <strong>Piazza Grande</strong> precede la battaglia, prima che il <strong>Maestro</strong> di campo emetta parole d’ordine; in attesa che egli pronunci le parole di inizio, tutta la piazza è gremita di bambini, palloncini, e turisti incuriositi. Tutto l’orgoglio di Arezzo è racchiuso nello sguardo degli Aretini raccolti intorno alla piazza in vesti di spettatori stupiti.</p>
<p>L’ingresso in piazza è introdotto da suoni di tromba: subentrano i gonfaloni della città e le personalità illustri della <strong>Giostra</strong> (Magistratura, Rettori di Quartieri, Giuria).</p>
<p>Gran ventaglio di colori si agita in piazza: sbandieratori coordinati in colori e movimenti, scandiscono i pochi momenti che mancano all’ inizio della battaglia. Gran tripudio, ed ecco entrare in scena cavalieri di casata, che rappresentano l’antica nobiltà aretina.</p>
<p>Dopo la lettura da parte dell’ <strong>Araldo della Disfida di Buratto</strong>, ovvero l’usuale composizione musicale in tre ottave risalente al 1600, segue l’ Inno del Saracino, opera del compositore Pietri. Ha finalmente inizio la vera gara fra i giostratori delle quattro porte : <strong>Porta Crucifera, Porta del Foro, Porta S.Andrea e Porta Santo Spirito</strong> (in passato Porta del Borgo). I giostratori galoppano all’ impazzata e tentano di colpire con lancia tesa il saracino, nonché un automa corazzato che rappresenta un saraceno armato di mazzafrusto.</p>
<p>La coppia vincente ha in premio una lucente lancia d’oro. Seguono colpi di mortaio in onore del Quartiere vincitore. Dopo un simile spettacolo, l’atmosfera è intrisa di storia e <strong>forti emozioni</strong>. Ma l’appetito prende il sopravvento sulle fantasie, e ad attendere gli ospiti affamati della città c’è sempre il sapiente cuoco <strong>Virgilio della Trattoria Saraceno</strong>, che allieterà gli esigenti palati con sapori tipici del posto: cacciagione, zuppe, gnocchi casentini e vino chianti colli aretini.</p>
<p>Dalla trattoria situata in centro storico  in <strong>Via Mazzini</strong>, occorreranno pochi passi per raggiungere le meravigliose bellezze della città come la chiesa di <strong>S. Francesco del 1200.</strong></p>
<p>All’interno di questa <strong>Chiesa</strong>,  si trovano alcune opere di notevole importanza, come la cappella<strong> Guasconi</strong>, e soprattutto la <strong>Leggenda della Croce</strong>, cioè un decantato ciclo di affreschi su tre registri eseguito da <strong>Piero della Francesca tra il 1453 e il 1466</strong>, dove egli si ispirò alla”<em>Leggenda Aurea”</em> di <strong>Jacopo da Varagine</strong>, una delle realizzazioni di maggiore spicco dell’intero rinascimento italiano.</p>
<p>Attraversando <strong>via Cavour</strong> si incontra la<strong> chiesa di Badia</strong>, eretta dai <strong>Benedettini Cassinesi nel 1200 </strong>e ampliata verso la seconda metà del’<strong>500 da Giorgio Vasari.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="lightbox[arezzo]" href="http://www.vacanzetoscana.org/images/arezzo.jpg"><img class="aligncenter" src="http://www.vacanzetoscana.org/images/arezzo.jpg" alt="" width="499" height="664" /></a></p>
<p><strong>Corso Italia </strong>è la via principale della città, ed è lo storico <strong>Borgo Maestro di Arezzo</strong>. Antichi palazzi storici, e lussuosi negozi la costeggiano. Lungo di essa si incontrano la chiesa di <strong>S.Michele,</strong> numerosi noti palazzi come quelli <em>Bacci, Altucci, Camaiani, Albergotti e la torre della Bigazza. </em></p>
<p>Prima di terminare questa passeggiata e non rimpiangere troppo i tempi del <strong>Medioevo</strong>, un ottimo caffè riporterà al reale con tutta la controversa bellezza del moderno e del comfort. Al bar <strong>O’ clock in Corso Italia</strong>, si potranno leggere riviste, consultare internet, ed assaporare gustosi dolcetti tipici, e fantasticare ancora un po’ sui cavalieri che sembrano ancora animare questa fiabesca cittadina medievale.</p>
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