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Cominciamo dunque il nostro tour partendo da Firenze sud, e percorriamo la chiantigiana , una delle poche strade che metteva in comunicazione Firenze e Siena. La prima località che troviamo e’ Greve che nel 1972 aggiunse la denominazione in Chianti con l’ingresso nella sottozona” classico “del Chianti. Famosa per la sua piazza” mercatale” alla quale è strettamente legata la sua storia,merita una visita approfondita soprattutto nelle frazioni vicine dove troviamo i castelli di Verazzano e Montefioralle.
Procediamo, risalendo la collina e ci troviamo a Panzano, una cittadina etrusca, nota per le sue splendide colline, dalla storia un po’ tormentata. Nel periodo della costituzione delle leghe il suo castello rientrò nella lega della “val Greve”giocando ruoli importanti.
Continuando per il nostro tragitto ci troviamo a Castellina in Chianti, piccolo borgo posto sopra una collina. Nel 400 fu trasformata in fortezza, oggi lo testimoniano i resti della Rocca. Particolari e da vedere, il castello, ora sede del comune e la via delle Volte, camminamento di origine militare.
Non poteva mancare una piccola tappa a Radda in Chianti che poggia su una collina di circa 500 metri, di struttura tipicamente medioevale. Molto bello il palazzo pretorio, costruito quando Radda divenne capoluogo della lega del Chianti.
Concludiamo con Gaiole posta in una piccola conca, famosa per il castello di Brolio. Gaiole in Chianti è situato tra le colline del Chianti, ed è’ una terra ricca di sapori e storia.
Meritano una menzione, facendo parte anch’esse della regione del Chianti:
- Castelnuovo Berardenga il cui nome deriva dalla Contea Berardenga ed è diviso tra la sottozona colli Senesi e la Classico, anche questa è una meta da non perdere, ricordiamo la famosa villa Bianchi Bandinelli scenario e meta di notevoli artisti da Sthendhal a Guttuso, oltre che set di famosi film.
- Poggibonsi, località nota non solo per le sue bellezze artistiche, ma come centro industriale della val d’Elsa.
- Barberino Val d’Elsa merita anch’esso una piccola tappa, come Tavernelle e San Casciano in val Pesa tre località di grande bellezza e storia.


Si terrà il 2 giugno a Pisa la regata delle Antiche Repubbliche Marinare, fu proprio in questa città che nel 1952 si disputò la prima gara e adesso come allora Pisa, Amalfi, Genova e Venezia si fronteggeranno in una gara a colpi di remi, su delle bellissime imbarcazioni d’epoca lungo il corso del fiume Arno. A precedere la gara ci sarà un lungo corteo storico dove sfileranno in abiti medievali antiche figure legate alle città come il podestà, i consoli e il capitano del popolo, scortati da soldati, marinai trobettieri e abilissimi sbandieratori. Uno spettacolo da non perdere che apre una serie di eventi che si terranno sempre a Pisa e che fanno parte dell’orma nota manifestazione detta “Giugno Pisano“.
Lucca è una delle principali città d’arte della Toscana. E’ nata come insediamento ligure, tanto che il toponimo Lucca deriva dalla radice celto-ligure luk, ovvero “luogo di paludi”. Soprannominata “città delle 100 chiese”, per le numerosissime chiese presenti nel suo nucleo storico: Chiesa di San Frediano, Chiesa di San Michele in Foro, Chiesa di San Pietro Somaldi, Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, e tante altre chiese consacrate e non; vanta altresì una ricchezza storico monumentale senza eguali: torri, campanili, e palazzi rinascimentali. Si contraddistingue per una cinta muraria intatta, lunga quasi 5 mila metri.
Una cerchia muraria percorribile anche a piedi, già da metà dell’ ‘800. Oggi meta preferita di molti: appassionati della corsa, coppie innamorate, e di chiunque in cerca di tranquillità. Un percorso colmo di alberi che fanno compagnia ad ogni passo. Un percorso fresco d’estate , e splendido quando assolato nelle giornate fredde di inverno. Appena stanchi si può fare sosta in uno degli splendidi bar ubicati sulla cinta, come la caffetteria San Colombano, per una cioccolata calda con dolcini artigianali, o per un assaggio di formaggi e caldi crostini toscani, innaffiati da un rosso intenso San Giovese; tutto in un’ ambientazione in pietra che lascia intravedere dalle proprie finestrelle un paesaggio collinare meraviglioso. Per i visitatori più esigenti, desiderosi di percorrere l’intero perimetro della cerchia muraria è possibile affittare biciclette anche solo per un’ora al prezzo di due euro. Dalle mura si può arrivare a Piazza Napoleone che si trova nel centro storico della città; meglio nota con il nome di Piazza Grande, per le sue notevoli dimensioni.
È il ritrovo preferito della gioventù lucchese, che si ritrova qui nel fine settimana o nei giorni di festa. Peraltro questa piazza diventa sede a luglio di una rinomata chermesse: il Summerfestival; un grandissimo evento musicale che ospita cantanti di fama internazionale. Di inverno invece, ospita una pista sul ghiaccio spettacolare, dove ci si può sbizzarrire in voli pindarici o in capitomboli trionfali. Attraversando la piazza ci si ritrova poco più avanti il fulcro storico della città, ovvero la Chiesa di San Michele in Foro. Questa chiesa utilizza lo spazio del Foro, a differenza del duomo di San Martino, cioè la cattedrale di Lucca che fu fondata secondo la tradizione da San Frediano nel VI secolo, ai limiti della città romana. Il “foro” indica una parola latina che stava ad indicare piazza, cioè il luogo centrale di ogni città romana, dove ruotava l’intera vita pubblica e dove erano ubicati i più noti edifici di culto. Lucca ha una fondazione molto antica che risale ben oltre l’era cristiana; di sicuro è stata una colonia romana, lo si nota se si è attenti passeggiando per le vie cittadine, imboccando la stretta via medievale Fillungo e proseguendo fino a via S.Girolamo, non si fa che percorrere l’antico tracciato del “cardo”, come i romani chiamavano la via che tagliava da nord a sud i centri abitati. Ma via Fillungo è anche la strada che ospita i più bei negozi di Lucca. Gioielli e scarpe sono gli oggetti in vendita più esclusivi, che val la pena perlomeno indossare un istante.
Da concedersi una pausa al bar Puccini, per un caffè di ottima tostatura e un pezzo di buccellato, il dolce tipico lucchese. Tutto accompagnato da suggestive note al pianoforte, suonate in questo splendido ed antico locale. La città conserva un’ atmosfera nobile: ogni palazzo, ogni pietra , ogni porta, ricorda un pezzo di storia, e mette quasi soggezione al visitatore, per la bellezza così imponente che mostra. La città vanta spazi urbani esclusivi ed unici nel proprio genere architettonico come Piazza dell’Anfiteatro, sorto sulle rovine dell’antico anfiteatro romano, ad opera dell’architetto Nottolini. Questa zona è piena di negozietti dove poter acquistare deliziosi souvenir. Alla sera per ristorarsi, una locanda rustica ed accogliente, come “il doganiere Rousseau” in Via Vittorio Emanuele, strutturata come un appartamento sfizioso, che vi farà sentire come a casa con pietanze profumate.
Siena è uno splendido comune toscano che conta circa sessanta mila abitanti. Il suo variegato e prezioso patrimonio artistico le ha garantito riconoscimenti pregevoli da parte dell’Unesco. Infatti viene considerata patrimonio dell’umanità. Nobile cittadina irrorata di bellezza eterna, detiene il primato come unità stilistica del suo arredo urbano medievale. La stessa Piazza del Campo ha un’integrità architettonica senza eguali. Ha una forma a conchiglia molto particolare, che racchiude in maniera concentrica un mondo umano dentro la città: coppie di innamorati accovacciate teneramente sugli scalini del palazzo comunale, studenti crucciati sui libri, turisti immobili presi ad immortalare la piazza con un solo flash, bambini con gelati grandissimi. Alle origini di Siena, lo spazio che sarebbe diventato la piazza attuale era un terreno bonificato per permettere che le acque piovane defluissero. Il centro della vecchia Siena che si stava costituendo si trovava più in alto, nella zona di Castelvecchio, e il futuro “Campo” era uno spazio aperto pensato per i mercati, collocato lateralmente alle principali strade di comunicazione che attraversavano la città. Su questa Piazza si affaccia il maestoso Palazzo Comunale , detto anche Palazzo Pubblico che venne costruito agli inizi del Trecento, come sede del Governo dei Nove, per volontà del governo della Repubblica di Siena. Si può ammirare da subito la Torre del Mangia, cioè il campanile del palazzo, il cui nome deriva dal soprannome di “manguaguadagni” attribuito al primo custode della struttura, Giovanni di Balduccio, che adorava mangiare e spendeva tutti i soldi in cibo e vino. La Torre del Mangia è una delle torri antiche italiane più alte, che arriva a più di cento metri.
La piazza del Campo è rinomata in tutto il mondo anche perché fa da cornice due volte l’anno, in luglio e nel mese di agosto, al palio delle Contrade, ovvero una concitata corsa di cavalli in cui gareggiano diciassette agguerrite contrade senesi. Lo svolgersi più o meno fortunato del palio dipende da quanto è valida la coppia cavallo- fantino che gareggia. Il pubblico partecipe all’evento tanto atteso, condivide ogni emozione dei figuranti, e segue impaziente il verdetto che conclamerà il vincitore. Ma conclusa la manifestazione, tappa obbligata per l’ospite di turno di questa città, sarà il ristorante Spadaforte al numero civico 13 di Piazza del Campo, che regalerà intensi profumi con le proprie portate intrise di tartufo e porcini, e sapori squisiti con le carni chianine. Cibi succulenti accontenteranno gli appetiti più esigenti.
Per concludere degnamente la visita, seppur breve, di questa incantevole terra, occorre fare una sosta nella Cattedrale di Santa Maria Assunta cioè il Duomo di Siena. Questa cattedrale in stile romanico-gotico è una delle chiese italiane più belle. Il pulpito del Duomo di Siena è di particolare attrazione; realizzato per mano di Nicola Pisano in un periodo compreso tra il 1266 e il 1269, presenta una pianta ottagonale e una struttura architettonica dotata di vari rilievi e statuine a tutto tondo che sostituiscono le colonne in cima. A fianco della cattedrale si trova il Museo dell’Opera Metropolitana del Duomo di Siena. La galleria raccoglie opere provenienti dal Duomo; quelle di maggiore bellezza appartengono alla produzione artistica di Duccio di Buoninsegna. Suo capolavoro è senza dubbio la Maestà, che un tempo faceva da ornamento all’altare maggiore della cattedrale. Si tratta di una pala raffigurante la Maestà, che sostituiva un’icona della Vergine a cui i senesi erano legatissimi, perché grati della vittoria nella Battaglia di Montaperti tenutasi nel 1260. Questa pala costituiva un omaggio alla Madonna, loro protettrice a cui venne dedicata l’intera magnifica cattedrale. Ci fu una lunga processione in città, a cui parteciparono le massime autorità civili e religiose, quando si decise di porre in essere nel Duomo la pala. E’ talmente bella questa Maestà ancora oggi, che guardandola invita al silenzio grato e commosso, e sembra di partecipare silenziosamente a quella processione storica senza tempo e spazio.
Procedendo in direzione Siena sulla superstrada Firenze-Siena a pochi chilometri da questa si scorge sulla destra, sopra un piccolo colle un grazioso paesino medievale, Monteriggioni. Monteriggioni conserva ancora intatta tutta la sua storia, la cinta muraria e le torri per la difesa della città sono ancora integre e ben conservate e l’assenza di case a ridosso delle mura liberano la bellezza di questo posto facendo fare un salto a ritroso nel tempo a chiunque si fermi a contemplarla. Questa città-fortezza venne edificata dalla repubblica di Siena intorno al 1213 e serviva come sbarramento conto i continui attacchi dei fiorentini, nel corso dei secoli fu al centro di numerose dispute e sanguinose battaglie.
Per sei giorni nel corso di mese di luglio, si volge a Monteriggioni una straordinaria festa medioevale, il paese viene presidiato da guardie vestite con uniformi del ‘200 e il paese si apre ai mercanti. Sembra che in quei giorni si torni in dietro nel tempo a metà del 1200 quando Monteriggioni era non solo un castello con una guarnigione, era anche un borgo dove si svolgeva la vita di tutti i giorni.
Fuori dalle mura si accampano i soldati nemici, all’interno si trovano cantastorie, giullari, musicisti con straordinari strumenti fedelmente ricostruiti. Non mancano luoghi di ristorazione con piatti tipici medioevali. Tutto è ricostruito fedelmente, persino la moneta è quella dell’epoca, prima di entrare in paese bisogna infatti cambiare gli euro con gli scudi di monteriggioni.
Insomma un’esperienza al limite del fiabesco assolutamente da tenere in considerazione se si intende passare da queste parti. All’interno del paese vi sono anche bellissimi alberghi sempre in stile antico per trascorrere una nottata romantica e indimenticabile.
Il complesso monumentale di San Galgano sorge circa 30 km ad Ovest di Siena, al confine con la provincia di Grosseto, fra Monticiano e Chiusino. Da qui passano due strade, la “Massetana” che collega Siena con il mare, attraversando Massa Marittima la “Strada Maremmana” che unisce il centro della Toscana con Grosseto. La vita di Galgano è circondata dal mistero, si confonde con la leggenda, ed è essa stessa leggenda. Non esistono documenti contemporanei e tutto quello che si sa di lui deriva da biografie successive. Tutto è presunto, anche la sua esistenza e le sue reliquie, mentre ne è certo il culto e gli edifici sacri a lui dedicati: la Rotonda che custodisce la spada infissa nella roccia e l’abbazia i cui resti grandiosi testimoniano l’importanza e la diffusione del suo culto. San Galgano nacque probabilmente nel 1148 a Chiusdino, ora in provincia di Siena, da Guidotto e Dionigia, in una famiglia della piccola nobiltà locale, e morì il 3 dicembre 1181, giorno della celebrazione liturgica (alcuni autori indicano come data della morte il 30 novembre 1180). La leggenda racconta di lui come di un guerriero violento e lussurioso, ma durante il suo cammino ebbe due visioni di San Michele Arcangelo che lo convertirono rapidamente in uomo spirituale e di Chiesa trasformandosi in un Cavaliere di Dio. Durante la conversione infila la sua spada in una roccia come segno della fine di ciò che era stato. Diventato eremita costruisce poi un romitorio e conduce una vita di meditazione e preghiera fino al giorno in cui la voce di Dio, in una luce immensa, gli annuncia la sua morte. Galgano muore appoggiato alla sua spada: finisce la sua vita terrena, ma continua la sua leggenda. Quattro anni dopo la sua morte, papa Lucio III lo proclama santo, dopo che una apposita commissione, diretta dal cardinale Conrad di Wittelsbach, ha condotto la relativa inchiesta.
Vicino alla Cappella con la spada nella roccia si trova ciò che resta dell’Abbazia di San Galgano, iniziata a costruire intorno al 1212 e in pieno stile gotico è oramai semi distrutta, ma proprio questo però le da un fascino del tutto particolare. L’intero complesso sorge in mezzo al verde nella tipica campagna toscana e si presta bene anche a gite di un giorno con pranzo al sacco.
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San Gimignano
San Gimignano, in origine Silvia , ma in seguito ribattezzata dai cittadini col nome del santo vescovo modenese San Gimignano che pare apparì sulle mura, fermando le orde barbariche.
Le torri furono costruite dalle ricche famiglie come baluardo di potenza e ricchezza. Nel periodo medioevale, erano in origine 72 ma ne sono rimaste solo 14.
La citta’ ha mantenuto la sua struttura trecentesca ed è perciò un piccolo gioiello della toscana.
Certo il turista non può che rimanere affascinato dallo splendore tutto medioevale del suo centro. con le sue due piazze principali in cui si affacciano con imponenza nobili palazzi, torri e chiese.
Percorrendo la via San Giovanni arriviamo dritti al Duomo un’opera meravigliosa in stile romanico; al suo interno, vi sono numerosi affreschi della scuola senese e opere della scuola fiorentina. Continuando nel nostro percorso ci troviamo di fronte il palazzo Podestà ora sede del Comune, importante monumento di San Gimignano, a sinistra invece si erge possente la Torre Rognosa eretta nel 1300.
Proseguendo arriviamo fino alla piazza più piccola, la Piazza delle Erbe, dove ammiriamo le bellissime torri Salvucci, appartenenti un tempo ad una delle famiglie più potenti di San Gimignano, alla fine la torre Grossa alta 54 metri, l’unica accessibile al pubblico dalla quale si può ammirare una meravigliosa vista del borgo.
Contigua e antico centro commerciale ecco la piazza della Cisterna, il suo nome lo si deve al robusto pozzale all’interno, che un tempo raccoglieva l’acqua piovana.
Qui troviamo i palazzi Tortoli-Treccani, il palazzo Cortesi con la famosa torre del Diavolo e le torri gemelle degli Ardinghelli.
Innumerevoli i musei da vedere: da quello Civico a quello Diocesano, così come le Chiese da visitare: oltre il Duomo citiamo la bellissima Chiesa di Sant’Agostino e l’attigua cappella di San Bartolo.
Ma San Gimignano è importante anche per il suo famoso vino e per lo zafferano. La vernaccia, citata anche da Dante nel XIV canto del Purgatorio, è un vino bianco pregiato e conosciuto in tutto il mondo, pare sia stato il primo vino a ricevere il marchio di denominazione di origine controllata . Chi non ha provato lo zafferano di San Gimignano? Un prodotto DOP, ai tempi utilizzato sia come prodotto di scambio che come equivalente in denaro.
Lo zafferano di San Gimignano e’ tutto naturale e di altissima qualità ed è conosciutissimo in tutto il mondo.
Parecchi artisti hanno subito il suo fascino, citandola nelle loro opere da D’Annunzio a Visconti. Ai tempi velathri, dall’etrusco vel che significa altura,poi adattato al latino volaterra e. Nota per la lavorazione dell’alabastro si erge su un colle di 550 metri sovrastando la val Cecina, posizione che certamente la favorì nei secoli, fece parte delle dodecadopoli etrusche, riacquistò la sua autonomia in epoca medioevale, dopo essere stata sottomessa dai romani. Ma, da turisti attenti addentriamoci e scopriamone le bellezze..
Ci troviamo di fronte a una città medioevale il cui punto di forza è rappresentato dalla Piazza dei Priori, di bellezza manifesta, la cingono due palazzi: il palazzo Pretorio del XIII secolo e la sua Torre del Porcellino, animale ritratto sopra ‘ultima finestra che pare pero’ raffiguri un cinghiale e il palazzo dei Priori,sede del Comune. Dietro il Palazzo dei Priori ecco che ci troviamo la piazza San Giovanni e quindi il Duomo e di fronte il Battistero, due opere da non perdere. Ora usciamo per un attimo dalla città per rientrarvi dalla Porta D’Arco, emblema di architettura etrusca. Ritorniamo al centro attraversando la via della Porta D’Arco che si unisce alla fine con la via Matteotti,ecco ,siamo arrivati così alla bellissima piazza San Michele, soffermiamoci ora a guardare l’omonima Chiesa e la casa Torre -Toscano,dimore dei nobili in età comunale.
Proseguiamo la nostra avventura attraversando la via Guarnacci e fuori dalla Porta Fiorentina, troviamo il Teatro Romano, un’altra tappa importante nel nostro giro turistico.
Numerose opere e musei da non perdere: il museo Etrusco Guarnacci dove ci sono alcuni dei piu’ belli oggetti etruschi,la Pinacoteca ed il Museo Civico nel palazzo Minacci-Solaini, il Museo Diocesano di arte sacra,accanto al campanile del Duomo, l’Ecomuseo dell’alabastro,in via Sarti accanto alla pinacoteca…
Per finire, non ci siamo dimenticati delle Balze, che si trovano fra la val di Cecina e la val dell’Era e sono una grandissima voragine provocata dall’azione erosiva delle acque meteoriche, abbastanza inquietanti, ma vale la pena vederle…pare addirittura che siano state le muse ispiratrici di Dante per alcuni gironi dell’inferno nella Divina Commedia.














