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San Galgano, tra storia e leggenda


Il complesso monumentale di San Galgano sorge circa 30 km ad Ovest di Siena, al confine con la provincia di Grosseto, fra Monticiano e Chiusino. Da qui passano due strade, la “Massetana” che collega Siena con il mare, attraversando Massa Marittima la “Strada Maremmana” che unisce il centro della Toscana con Grosseto.

La vita di Galgano è circondata dal mistero, si confonde con la leggenda, ed è essa stessa leggenda. Non esistono documenti contemporanei e tutto quello che si sa di lui deriva da biografie successive.

Tutto è presunto, anche la sua esistenza e le sue reliquie, mentre ne è certo il culto e gli edifici sacri a lui dedicati: la Rotonda che custodisce la spada infissa nella roccia e l’abbazia i cui resti grandiosi testimoniano l’importanza e la diffusione del suo culto.

San Galgano nacque probabilmente nel 1148 a Chiusdino, ora in provincia di Siena, da Guidotto e Dionigia, in una famiglia della piccola nobiltà locale, e morì il 3 dicembre 1181, giorno della celebrazione liturgica (alcuni autori indicano come data della morte il 30 novembre 1180).

La leggenda racconta di lui come di un guerriero violento e lussurioso, ma durante il suo cammino ebbe due visioni di San Michele Arcangelo che lo convertirono rapidamente in uomo spirituale e di Chiesa trasformandosi in un Cavaliere di Dio.

Durante la conversione infila la sua spada in una roccia come segno della fine di ciò che era stato. Diventato eremita costruisce poi un romitorio e conduce una vita di meditazione e preghiera fino al giorno in cui la voce di Dio, in una luce immensa, gli annuncia la sua morte.

Galgano muore appoggiato alla sua spada: finisce la sua vita terrena, ma continua la sua leggenda. Quattro anni dopo la sua morte, Papa Lucio III lo proclama Santo, dopo che una apposita commissione, diretta dal cardinale Conrad di Wittelsbach, ha condotto la relativa inchiesta.

Vicino alla Cappella con la spada nella roccia si trova ciò che resta dell’Abbazia di San Galgano, iniziata a costruire intorno al 1212 e in pieno stile gotico è oramai semi distrutta, ma proprio questo però le da un fascino del tutto particolare. L’intero complesso sorge in mezzo al verde nella tipica campagna toscana e si presta bene anche a gite di un giorno con pranzo al sacco.

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San Gimignano


San Gimignano, in origine Silvia , ma in seguito ribattezzata dai cittadini col nome del Santo vescovo modenese San Gimignano che pare apparì sulle mura, fermando le orde barbariche.

Le torri furono costruite dalle ricche famiglie come baluardo di potenza e ricchezza.Nel periodo medioevale, erano in origine 72 ma ne sono rimaste solo 14. La citta’ ha mantenuto la sua struttura trecentesca ed è perciò un piccolo gioiello della toscana.

torri

Certo il turista non può che rimanere affascinato dallo splendore tutto medioevale del suo centro. con le sue due piazze principali in cui si affacciano con imponenza nobili palazzi, torri e chiese.

Percorrendo la via San Giovanni arriviamo dritti al Duomo un’opera meravigliosa Leggi tutto »

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Volterra, affascinante citta’ etrusca


Parecchi artisti hanno subito il suo fascino, citandola nelle loro opere da D’Annunzio a Visconti. Ai tempi Velathri, dall’etrusco vel che significa altura, poi adattato al latino Volaterra.

Nota per la lavorazione dell’alabastro si erge su un colle di 550 metri sovrastando la val Cecina, posizione che certamente la favorì nei secoli, Leggi tutto »

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