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Siena

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Siena è uno splendido comune toscano che conta circa sessanta mila abitanti. Il suo variegato e prezioso patrimonio artistico le ha garantito riconoscimenti pregevoli da parte dell’Unesco. Infatti viene considerata patrimonio dell’umanità. Nobile cittadina irrorata di bellezza eterna, detiene il primato come unità stilistica del suo arredo urbano medievale. La stessa Piazza del Campo ha un’integrità architettonica senza eguali. Ha una forma a conchiglia molto particolare, che racchiude in maniera concentrica un mondo umano dentro la città: coppie di innamorati accovacciate teneramente sugli scalini del palazzo comunale, studenti crucciati sui libri, turisti immobili presi ad immortalare la piazza con un solo flash, bambini con gelati grandissimi. Alle origini di Siena, lo spazio che sarebbe diventato la piazza attuale era un terreno bonificato per permettere che le acque piovane defluissero. Il centro della vecchia Siena che si stava costituendo si trovava più in alto, nella zona di Castelvecchio, e il futuro “Campo” era uno spazio aperto pensato per i mercati, collocato lateralmente alle principali strade di comunicazione che attraversavano la città. Su questa Piazza si affaccia il maestoso Palazzo Comunale , detto anche Palazzo Pubblico che venne costruito agli inizi del Trecento, come sede del Governo dei Nove, per volontà del governo della Repubblica di Siena. Si può ammirare da subito la Torre del Mangia, cioè il campanile del palazzo, il cui nome deriva dal soprannome di “manguaguadagni” attribuito al primo custode della struttura, Giovanni di Balduccio, che adorava mangiare e spendeva tutti i soldi in cibo e vino. La Torre del Mangia è una delle torri antiche italiane più alte, che arriva a più di cento metri.

Torre del Mangia

La piazza del Campo è rinomata in tutto il mondo anche perché fa da cornice due volte l’anno, in luglio e nel mese di agosto, al palio delle Contrade, ovvero una concitata corsa di cavalli in cui gareggiano diciassette agguerrite contrade senesi. Lo svolgersi più o meno fortunato del palio dipende da quanto è valida la coppia cavallo- fantino che gareggia. Il pubblico partecipe all’evento tanto atteso, condivide ogni emozione dei figuranti, e segue impaziente il verdetto che conclamerà il vincitore. Ma conclusa la manifestazione, tappa obbligata per l’ospite di turno di questa città, sarà il ristorante Spadaforte al numero civico 13 di Piazza del Campo, che regalerà intensi profumi con le proprie portate intrise di tartufo e porcini, e sapori squisiti con le carni chianine. Cibi succulenti accontenteranno gli appetiti più esigenti.

Piazza del Campo

Per concludere degnamente la visita, seppur breve, di questa incantevole terra, occorre fare una sosta nella Cattedrale di Santa Maria Assunta cioè il Duomo di Siena. Questa cattedrale in stile romanico-gotico è una delle chiese italiane più belle. Il pulpito del Duomo di Siena è di particolare attrazione; realizzato per mano di Nicola Pisano in un periodo compreso tra il 1266 e il 1269, presenta una pianta ottagonale e una struttura architettonica dotata di vari rilievi e statuine a tutto tondo che sostituiscono le colonne in cima. A fianco della cattedrale si trova il Museo dell’Opera Metropolitana del Duomo di Siena. La galleria raccoglie opere provenienti dal Duomo; quelle di maggiore bellezza appartengono alla produzione artistica di Duccio di Buoninsegna. Suo capolavoro è senza dubbio la Maestà, che un tempo faceva da ornamento all’altare maggiore della cattedrale. Si tratta di una pala raffigurante la Maestà, che sostituiva un’icona della Vergine a cui i senesi erano legatissimi, perché grati della vittoria nella Battaglia di Montaperti tenutasi nel 1260. Questa pala costituiva un omaggio alla Madonna, loro protettrice a cui venne dedicata l’intera magnifica cattedrale. Ci fu una lunga processione in città, a cui parteciparono le massime autorità civili e religiose, quando si decise di porre in essere nel Duomo la pala. E’ talmente bella questa Maestà ancora oggi, che guardandola invita al silenzio grato e commosso, e sembra di partecipare silenziosamente a quella processione storica senza tempo e spazio.

Piazza del Campo

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Arezzo

In Arezzo il 01 12th, 2009 | 2 Comments
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Arezzo è una splendida città toscana che conta ad oggi circa cento mila abitanti. Patrono di questo comune è San Donato, a cui è dedicato il Duomo in stile gotico. In passato Arezzo è stata terra di cavalieri coraggiosi, ma sembra tuttora ospitarli in una cornice medievale rimasta quasi intatta, se non fosse per le splendide gioiellerie e per i negozi di abbigliamento moderni che la contraddistinguono.

Da non perdere, se si visita questa città nel mese di Giugno e Settembre, il suggestivo rito della giostra del Saracino. Questa giostra consiste in un antico gioco cavalleresco, che ha origini nell’addestramento consueto dei cavalieri durante l’anno Mille. Gioco che richiama la secolare lotta sostenuta dai cristiani occidentali per contenere l’avanzata dei musulmani. Il rito ha inizio al mattino con la lettura del bando da parte dell’ Araldo, e prosegue al pomeriggio con una pittoresca sfilata di trecento figuranti e cavalli in mezzo alle vie della città. Momento culminante della manifestazione è la benedizione da parte del Vescovo di Arezzo sulle maestose scalinate del Duomo. Gran silenzio in Piazza Grande precede la battaglia, prima che il Maestro di campo emetta parole d’ordine; in attesa che egli pronunci le parole di inizio, tutta la piazza è gremita di bambini, palloncini, e turisti incuriositi. Tutto l’orgoglio di Arezzo è racchiuso nello sguardo degli Aretini raccolti intorno alla piazza in vesti di spettatori stupiti. L’ingresso in piazza è introdotto da suoni di tromba: subentrano i gonfaloni della città e le personalità illustri della Giostra (Magistratura, Rettori di Quartieri, Giuria). Gran ventaglio di colori si agita in piazza: sbandieratori coordinati in colori e movimenti, scandiscono i pochi momenti che mancano all’ inizio della battaglia. Gran tripudio, ed ecco entrare in scena cavalieri di casata, che rappresentano l’antica nobiltà aretina. Dopo la lettura da parte dell’ Araldo della Disfida di Buratto, ovvero l’usuale composizione musicale in tre ottave risalente al 1600, segue l’ Inno del Saracino, opera del compositore Pietri. Ha finalmente inizio la vera gara fra i giostratori delle quattro porte : Porta Crucifera, Porta del Foro, Porta S.Andrea e Porta Santo Spirito (in passato Porta del Borgo). I giostratori galoppano all’ impazzata e tentano di colpire con lancia tesa il saracino, nonché un automa corazzato che rappresenta un saraceno armato di mazzafrusto. La coppia vincente ha in premio una lucente lancia d’oro. Seguono colpi di mortaio in onore del Quartiere vincitore. Dopo un simile spettacolo, l’atmosfera è intrisa di storia e forti emozioni. Ma l’appetito prende il sopravvento sulle fantasie, e ad attendere gli ospiti affamati della città c’è sempre il sapiente cuoco Virgilio della Trattoria Saraceno, che allieterà gli esigenti palati con sapori tipici del posto: cacciagione, zuppe, gnocchi casentini e vino chianti colli aretini. Dalla trattoria situata in centro storico in Via Mazzini, occorreranno pochi passi per raggiungere le meravigliose bellezze della città come la chiesa di S. Francesco del 1200. All’interno di questa Chiesa, si trovano alcune opere di notevole importanza, come la cappella Guasconi, e soprattutto la Leggenda della Croce, cioè un decantato ciclo di affreschi su tre registri eseguito da Piero della Francesca tra il 1453 e il 1466, dove egli si ispirò alla”Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine, una delle realizzazioni di maggiore spicco dell’intero rinascimento italiano. Attraversando via Cavour si incontra la chiesa di Badia, eretta dai Benedettini Cassinesi nel 1200 e ampliata verso la seconda metà del’500 da Giorgio Vasari.

Corso Italia è la via principale della città, ed è lo storico Borgo Maestro di Arezzo. Antichi palazzi storici, e lussuosi negozi la costeggiano. Lungo di essa si incontrano la chiesa di S.Michele, numerosi noti palazzi come quelli Bacci, Altucci, Camaiani, Albergotti e la torre della Bigazza. Prima di terminare questa passeggiata e non rimpiangere troppo i tempi del Medioevo, un ottimo caffè riporterà al reale con tutta la controversa bellezza del moderno e del comfort. Al bar O’ clock in Corso Italia, si potranno leggere riviste, consultare internet, ed assaporare gustosi dolcetti tipici, e fantasticare ancora un po’ sui cavalieri che sembrano ancora animare questa fiabesca cittadina medievale.