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Monteriggioni

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Procedendo in direzione Siena sulla superstrada Firenze-Siena a pochi chilometri da questa si scorge sulla destra, sopra un piccolo colle un grazioso paesino medievale, Monteriggioni. Monteriggioni conserva ancora intatta tutta la sua storia, la cinta muraria e le torri per la difesa della città sono ancora integre e ben conservate e l’assenza di case a ridosso delle mura liberano la bellezza di questo posto facendo fare un salto a ritroso nel tempo a chiunque si fermi a contemplarla. Questa città-fortezza venne edificata dalla repubblica di Siena intorno al 1213 e serviva come sbarramento conto i continui attacchi dei fiorentini, nel corso dei secoli fu al centro di numerose dispute e sanguinose battaglie.

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Per sei giorni nel corso di mese di luglio, si volge a Monteriggioni una straordinaria festa medioevale, il paese viene presidiato da guardie vestite con uniformi del ‘200 e il paese si apre ai mercanti. Sembra che in quei giorni si torni in dietro nel tempo a metà del 1200 quando Monteriggioni era non solo un castello con una guarnigione, era anche un borgo dove si svolgeva la vita di tutti i giorni.

Fuori dalle mura si accampano i soldati nemici, all’interno si trovano cantastorie, giullari, musicisti con straordinari strumenti fedelmente ricostruiti. Non mancano luoghi di ristorazione con piatti tipici medioevali. Tutto è ricostruito fedelmente, persino la moneta è quella dell’epoca, prima di entrare in paese bisogna infatti cambiare gli euro con gli scudi di monteriggioni.

Insomma un’esperienza al limite del fiabesco assolutamente da tenere in considerazione se si intende passare da queste parti. All’interno del paese vi sono anche bellissimi alberghi sempre in stile antico per trascorrere una nottata romantica e indimenticabile.

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San Galgano, tra storia e leggenda

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Il complesso monumentale di San Galgano sorge circa 30 km ad Ovest di Siena, al confine con la provincia di Grosseto, fra Monticiano e Chiusino. Da qui passano due strade, la “Massetana” che collega Siena con il mare, attraversando Massa Marittima la “Strada Maremmana” che unisce il centro della Toscana con Grosseto. La vita di Galgano è circondata dal mistero, si confonde con la leggenda, ed è essa stessa leggenda. Non esistono documenti contemporanei e tutto quello che si sa di lui deriva da biografie successive. Tutto è presunto, anche la sua esistenza e le sue reliquie, mentre ne è certo il culto e gli edifici sacri a lui dedicati: la Rotonda che custodisce la spada infissa nella roccia e l’abbazia i cui resti grandiosi testimoniano l’importanza e la diffusione del suo culto. San Galgano nacque probabilmente nel 1148 a Chiusdino, ora in provincia di Siena, da Guidotto e Dionigia, in una famiglia della piccola nobiltà locale, e morì il 3 dicembre 1181, giorno della celebrazione liturgica (alcuni autori indicano come data della morte il 30 novembre 1180). La leggenda racconta di lui come di un guerriero violento e lussurioso, ma durante il suo cammino ebbe due visioni di San Michele Arcangelo che lo convertirono rapidamente in uomo spirituale e di Chiesa trasformandosi in un Cavaliere di Dio. Durante la conversione infila la sua spada in una roccia come segno della fine di ciò che era stato. Diventato eremita costruisce poi un romitorio e conduce una vita di meditazione e preghiera fino al giorno in cui la voce di Dio, in una luce immensa, gli annuncia la sua morte. Galgano muore appoggiato alla sua spada: finisce la sua vita terrena, ma continua la sua leggenda. Quattro anni dopo la sua morte, papa Lucio III lo proclama santo, dopo che una apposita commissione, diretta dal cardinale Conrad di Wittelsbach, ha condotto la relativa inchiesta.

Vicino alla Cappella con la spada nella roccia si trova ciò che resta dell’Abbazia di San Galgano, iniziata a costruire intorno al 1212 e in pieno stile gotico è oramai semi distrutta, ma proprio questo però le da un fascino del tutto particolare. L’intero complesso sorge in mezzo al verde nella tipica campagna toscana e si presta bene anche a gite di un giorno con pranzo al sacco.